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Modello tradizionale del turismo

Il primo modello nato per studiare l'economia del turismo è il modello tradizionale che prevede Partenza-Viaggio-Soggiorno --> l'uomo parte per affrontare un viaggio finalizzato a soggiornare in una località diversa. Per ottimizzare i flussi turistici occorre individuare quali sono le motivazioni principali per la quali le persone si spostano, cioè i fattori di attrazione territoriale.
Nei Paesi come l'Italia il principale fattore di attrattività territoriale è quello stagionale: la stagionalità, che attrae milioni di visitatori, è un elemento negativo tra le caratteristiche turistiche di un territorio. Il problema è che la stagionalità impegna eccessivamente il territorio in poche settimane all'anno con conseguenze che si riflettono in un congestionamento dell'infrastruttura, stress del territorio e della popolazione. Ci sarà un'eccessivo consumo delle risorse territoriali. Quindi l'obiettivo del politico dovrebbe essere quello di destagionalizzare il flusso turistico.

Il modello tradizionale basa le proprie conclusioni che a seguito dell'aumento del reddito, si riduce l'orario di lavoro e aumenta il tempo libero. Se questo aumento del tempo libero lo consideriamo insieme al miglioramento della mobilità (cioè del settore dei trasporti), alla globalizzazione dell'informazione (internet) e alla generalizzazione dell'economia abbiamo che il turismo da fenomeno appartenente solo a un segmento della società è diventato un fenomeno di massa.

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