La domanda turistica è l'insieme di tutti i beni e servizi richiesti da chi viaggia per turismo.
Gli elementi che caratterizzano la domanda turistica sono:
1. elasticità/rigidità;
2. la fungibilità;
3. la stagionalità.
La domanda si dice elastica quando la richiesta di un bene è suscettibile di mutamenti al variare dei fattori in grado di influenzarla. Al contrario, si dice rigida quando la richista di un bene non varia al variare delle condizioni in cui è reso disponibile.
La domanda turistica ha assunto caratteri di sempre maggiore rigidità a mano a mano che il bisogno turistico si è trasformato da secondario in primario. Questo spiega perché negli ultimi decenni il turismo non ha mai conosciuto crisi durature, nonostante sia passato attraverso numerosi momenti di difficoltà economica o instabilità politica. Non occorre essere degli specialisti in materia per rendersi conto che, mentre giornali e televisioni annunciano l'ennesimo periodo di ristrettezze, alberghi, ristoranti e centri di villeggiatura sono affollati e, al primo ponte festivo, scatta l'esodo dai luoghi di residenza abituali con il conseguente ingorgo delle principali arterie stradali e autostradali.

Un bene viene detto fungibile quando è privo di una sua individualità specifica e dunque è di fatto intercambiabile con altri beni. Ad esempio per il turista del passato, ancora inesperto, un viaggio valeva l'altro: per chi non aveva visto né Vienne né Parigi, poteva essere indifferente visitare l'una o l'altra città; per chi aveva solo voglia di riposare e di evadere dai ritmi della vita di tutti i giorni, una vacanza al mare o una in montagna potevano essere equivalenti. Il turista di oggi, invece, ha esigenze precise, è attento al mercato ed è perfettamente in grado di valutare le proposte optando per quella più soddisfacente sotto vari punti di vista. Anche i prodotti turistici sono diventati più diversificati e sofisticati, differenziandosi l'uno dall'altro non tanto per i beni materiali forniti, quanto per la qualità dei servizi offerti. Questo è un fenomeno tipico di tutti i mercati “maturi”: come non si entra più in un'enoteca per bere un bicchiere di vino qualunque, allo stesso modo non si compra più una vacanza solo per andare in un posto qualsiasi.
In un passato recente era consuetudine andare in vacanza una volta all'anno, preferibilmente in estate, trascorrendo un mese al mare o in montagna; i più fortunati potevano concedersi anche una settimana di ferie in inverno. Oggi sono sempre meno i turisti che trascorrono l'intera vacanza in un solo posto, e sempre di più quelli che distribuiscono nell'arco dell'anno più soggiorni di breve durata. Di conseguenza la stagionalità non è più unica, ma dilatata. Oltre all'estate, alle vacanze sono generalmente riservati il periodo natalizio, quello pasquale e i ponti di primavera, ma si tende sempre più a viaggiare per ogni destinazione in ogni momento. Le numerose stagioni turistiche permettono agli operatori di ridurre i tempi morti e di ampliare l'offerta a tutto l'anno. Questo fenomeno è conosciuto come “destagionalizzazione”.

Hai bisogno di aiuto in Tecnico Turistico?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email