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Segnali provvisori: picchetti e chiodi


I segnali provvisori sono piccoli manufatti utilizzati per materializzare i punti sul terreno per un periodo di tempo breve e limitato, essi sono artificiali.
I segnali provvisori più utilizzati e più conosciuti sono i picchetti; essi sono costituiti da paletti prismatici in legno, con una sezione quadrata di 5x5 cm e con un’altezza variabile tra 40 e 80 cm, essi possiedono una delle due estremità sagomata a punta. Essi sono posizionati in opera conficcandoli nel terreno utilizzando una mazzetta.
Spesso si usa verniciare con colori brillanti la parte superiore del picchetto per: facilitare l’individuazione del picchetto sul terreno, assegnare al picchetto una particolare funzione e associare il picchetto a un determinato lavoro.
A volte i picchetti vengono numerati oppure possono riportare delle indicazioni sintetiche con riferimenti agli elaborati di progetto dell’opera.
Oltre ad essere fatti di legno i picchetti possono essere fatti anche da spezzoni di tondini o realizzati con un tubo di ferro, essi hanno la stessa lunghezza di quelli in legno.
I picchetti sono indispensabili nel tracciamento dei fabbricati o per materializzare i confini di proprietà prima delle realizzazione della recinzione, essi sono utilizzati solamente su terreni vegetali.

Quando la natura del terreno non consente la penetrazione dei picchetti, essi vengono sostituiti da appositi chiodi d’acciaio.
I chiodi possiedono uno stelo robusto che consente la penetrazione a pressione diretta, per tutta la loro lunghezza, sulla superficie di posa costituita da asfalto; la pressione è generata tramite una robusta mazzetta.
Invece, quando la consistenza del materiale non consente la penetrazione a pressione diretta è necessaria l’esecuzione di un ferro eseguito con un trapano, e il suo successivo inserimento di borchie (rondelle) metalliche.
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