6 tipi di coinquilini che non vorresti mai avere

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Di Redazione

La convivenza tra studenti fuori sede può diventare molto difficile se ci si trova a dividere la casa con soggetti insostenibili: ecco la classifica dei coinquilini che vorreste evitare come la peste, ma che prima o poi sarete costretti ad affrontare.

"tipi di coinquilini"
Tutti, prima o poi nella vita, dovremo scontrarci con la convivenza: chicchessia con moglie, marito, fidanzato, fidanzata o semplice sconosciuto. Le regole non cambiano. C'è da capire se la persona che ti sta accanto può essere l'ideale per il tuo stile di vita. E non è sempre facile realizzare tutto ciò, anzi...
Quindi eccovi i 6 tipi di coinquilini che potete incontrare sulla vostra strada.

L'accumulatore seriale


Il fare economia di tutto e il recupero di ogni oggetto di una anche minima e improbabile utilità è un must in una casa di studenti, dove le spese saltano fuori da qualsiasi e tutto fa letteralmente brodo. Ma c’è un limite a tutto, e generalmente questo limite prende il nome di buonsenso: quando questo preziosissimo guardiano viene a mancare, ecco servito l’accumulatore, o accumulatrice per par condicio di genere. Porta a casa e conserva qualsiasi tipo di cianfrusaglia, pensando evidentemente che la propria stanza (o la propria parte di stanza in caso di camera condivisa) sia stata costruita dalla stessa ditta produttrice della borsa di Mary Poppins.
In pochissimo tempo è sommerso di cose che poche ore dopo non ricorderà nemmeno di possedere, seguendo l’intramontabile frase che guida la sua vita: “Non si sa mai, potrebbe sempre tornare utile”. Se ha una scrivania diventa un discarica, e a questo punto la massa di oggetti che ormai ha preso vita propria inizia a minacciare il pavimento e le parti comuni: è in genere a questo punto che qualche buonanima portata allo sfinimento fa un bel repulisti alla prima occasione, generando o un violento scontro con l’accumulatore ferito oppure, in caso di oculata selezione che non genera sospetti, l’ormai inossidabile convinzione del soggetto in questione di vivere effettivamente nella stanza di una famosa bambinaia della letteratura inglese.

L'onnisciente


Lui (o lei, per la citata par condicio) tutto può e tutto sa, perché ha già da tempo trovato il Nirvana, in una forma più pura e completa dello stesso Siddharta Gautama. Non c’è argomento, tematica o discussione in cui non si intrometta con un giudizio approssimativo e qualunquista, ma sempre e comunque di carattere sentenzioso e inoppugnabile. Specialista di politica fatta di frasi fatte e luoghi comuni, sa benissimo come gira il mondo e come comportarsi, ed è chiaramente l’unico ad avere ottenuto questa divina ispirazione, nonostante molto spesso sia poco più che maggiorenne.
Sarebbe solo una persona boriosa e un po’ pedante se si limitasse alle discussioni teoriche: diventa invece totalmente insopportabile quando giudica, ovviamente negativamente, l’operato altrui e la gestione della casa. Per lui le cose andrebbero fatte in modo diverso: questa può essere l’occasione per sbolognare ogni compito sulle sue saccenti braccia. Quando non sarà in grado di farlo, millanterà improbabili scuse pur di non ammettere di aver avuto torto: che l’aver ragione sia degli stupidi, è l’unico luogo comune che non lo sfiora neanche per sbaglio.

Il/la groupie


I gusti musicali sono uno degli argomenti più delicati all’interno delle case condivise con altre persone: anche perché, per la legge di Murphy, la probabilità di trovare coinquilini che apprezzino e condividano ciò che ascoltate rasenta lo zero. In fondo sarebbe anche un problema non certo insormontabile, se ognuno ascoltasse ciò che vuole con le cuffie o comunque nel rispetto altrui: peccato che esistano anche i fan sfegatati, convinti ciecamente che il loro cantante o gruppo preferito sia senza dubbio gradito anche al resto del globo terracqueo.
Che sia Gigi D’Alessio, Vasco, i Club Dogo o i Lamb of God, il coinquilino piazzerà a tutto volume, dall’alba al tramonto (e anche oltre), esattamente quel gruppo che voi percepite più o meno come le unghie sulle lavagna. Alla vostra richiesta di maggiore discrezione la risposta sarà inevitabile:
“Per me piacciono anche a te. Prova ad ascoltare questo cd, è il più bello, vedrai che poi non potrai più farne a meno”
Come si diceva, non concepisce l’idea che i gusti delle persone siano estremamente variegati. L’apice è raggiunto quando dovete condividere non solo la casa, ma addirittura la stanza. Tanti auguri.

La maniaca delle pulizie


Sarà anche sessista, ma in questo caso manterremo il femminile per una mera ragione statistica (ma non disperate, esistono anche tanti uomini con più timore dei germi di Sheldon Cooper). Passa più o meno tutto il giorno a pulire, sgrassare, mettere in ordine, lavare i piatti, pulire di nuovo per togliere gli aloni. Fino a qui sembra pure una benedizione, perché almeno c’è qualcuno che si occupi veramente della casa; peccato che pretenderà lo stesso inquietante livello d’igiene, ordine e precisione nelle mansioni da qualunque altro coinquilino si trovi di fronte.
Se lei sarebbe in grado di far diventare il Gange una sorgente cristallina, chiaramente potete e soprattutto dovete riuscirci anche voi. Ma la carne è debole, e quindi quando non sarà il suo turno di pulizie sfogherà la propria ossessione nel controllo, di vaga matrice stalinista, sui coinquilini addetti. Ovviamente gestisce i turni delle varie pulizie e sovrintende i lavori con rigore e punizioni degne dell’infermiera Ratched di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Una sorta di mamma apprensiva, ma nettamente più rompiscatole.

Il menefreghista/scroccone


L’opposto della maniaca del pulito e, per tener fede all’ormai amata par condicio, prevalentemente di sesso maschile. Non fa assolutamente nulla in casa: non aiuta nessuno, non cucina, avrà sempre un impegno improrogabile proprio nel suo turno di pulizie. Abilissimo nell’antica arte dello scansare responsabilità, sopravvive come un’edera attaccata al sudore dei suoi coinquilini, i quali chiaramente gradiscono la cosa all’incirca come gradirebbero una colica renale.
Facesse semplicemente poco, ma almeno contribuisse economicamente, probabilmente riuscirebbe sempre trovare qualche lontano parente di Giobbe che lo assecondasse nella sua pigrizia. Il problema è che il menefreghismo è curiosamente accompagnato quasi sempre dal fatto di essere pure uno scroccone: spende e spande, ma non ha mai i soldi per la spesa, salvo ripresentarsi sempre a ora di pranzo o cena chiedendo un piatto di pasta, magari doppio come un moderno Oliver Twist approfittatore. Il ragionamento è: “Già pago tanto di affitto, per tutto il resto, altroché Mastercard, ci sono i miei amati coinquilini”. Santi subito.

I fidanzatini


Tutti noi entriamo in contatto con altre persone, ci leghiamo e creiamo rapporti più o meno stabili di varia natura. Ma c’è chi ritiene che questi rapporti debbano diventare una sorta di simbiosi, portando il partner a trasferirsi in casa vostra, quando magari paga già un affitto a qualche isolato di distanza. Ma vuoi mettere avere tutto a disposizione nella casa del/della moroso/a? Generalmente i coinquilini sopportano un po’ la presenza, magari sorretti da massicce dose di insulina nei casi più gravi, perdendo le staffe all’arrivo di bollette e affini:
“Per quanti si divide??”.
Oltre al lato economico e al miele imperante, i problemi veri arrivano quando questa sostanza inizia a scemare e cominciano i litigi. Urla, discussioni, lanci di oggetti, nel fastidio, contornato da un certo imbarazzo, di tutti gli altri conviventi; per non parlare di quando poi si fa pace, tenendo svegli tutti quanti in altro modo senza alcun pudore. Anche nei rari momenti di assenza del partner, la sua presenza minacciosa rimarrà sempre ad aleggiare sulla casa grazie alle telefonate: chilometriche, diabetiche, fatte magari coi cellulari altrui perché “dai, ho finito i minuti disponibili ed è importante”. Trovare nuovi epiteti smelensi e imbarazzanti, o fare il terzo grado a un povero cristo, che magari ha solo da studiare, perché va dal partner, in fondo è questione di vita o di morte. Più la vostra e del vostro fegato, in realtà.

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