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L’Uomo di Neanderthal


All’inizio dell’ultima grande glaciazione, circa 80.000 anni fa, compare una nuova specie di Uomo: l’Homo sapiens neanderthalensis o Uomo di Neanderthal. Gli individui di questa specie avevano una statura inferiore alla nostra e una struttura del corpo e del viso che conferiva loro un aspetto più rozzo e robusto.
A causa del raffreddarsi del clima, le rigogliose foreste vanno scomparendo quasi completamente dall’Europa settentrionale e vengono sostituite dalla steppa. Anche la fauna di quell’epoca è caratteristica di un clima freddo: renne, camosci, mammut, lupi e orsi erano gli animali che si incontravano con maggior frequenza. In quell’ambiente vivevano tribù di cacciatori abili nel costruire anche grandi capanne: a Molodova, in URSS, sono stati ritrovati i resti di una abitazione ovale di circa dieci metri di lunghezza e sette di larghezza e dotata di due ingressi contrapposti. I neandertaliani seppellivano i morti perfettamente composti e circondati da oggetti rituali, come corna di cervo, ossa incise o pietre piatte. Queste sepolture provano chiaramente che i neandertaliani praticavano riti funebri e quindi avevano una loro interpretazione della vita e della morte. Molto comune in quelle tribù era anche la pratica del cannibalismo che, probabilmente, anche allora non aveva scopi alimentari, ma rituali. Oggi, infatti, le pochissime tribù che ancora praticano il cannibalismo non lo fanno per nutrirsi, ma perché credono che ingerendo la carne dei nemici uccisi potranno assimilarne il coraggio e la forza.
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