Video appunto: Testimonianze di arte e culto nel Neolitico italiano

Testimonianze di arte e culto nel Neolitico italiano



- Grotta dei Cervi di Porto Badisco (Lecce): sulle pareti vi sono figure schematiche e simboli astratti che nell’imprese compongono scese complesse. Forse in queste grotte si svolgeva rituali in venivano insegnate ai giovani miti e credenze e la caccia al cervo.
La grotta ha due ingressi e si divide in 3 cunicoli (1 cunicolo: scena di caccia al cervo. 2 cunicolo: è quello più ricco di raffigurazioni.

Nella zona 3 si nota un cacciatore accompagnato da un’altra figura più alta e con le corna forse un essere sovrannaturale che lo guida durante la caccia. Nella zona 5 la caccia al cervo è associata a simboli vari soprattutto “a cembalo”, costituiti da un cerchio a volte molto irregolare con grossi punti lungo il margine. Nella zona 8 e 9 alla caccia si associano simboli a labirinto e i cosiddetti “collettivi antropomorfi” termine coniato da Graziosi per indicare simboli cruciformi che lungo i lati hanno delle sporgenze sagomate, in alcune delle quali si potrebbero riconoscere teste di esseri sovrannaturali. (cunicolo: simboli geometrici astratti )
Da tutto ciò emerge il ricco mondo simbolico dietro queste figure, legato a rituali di iniziazione che riguardavano la caccia al cervo e la frequentazione culturale della grotta stessa. Alcuni simboli richiamano quelli sulla ceramica Serra d’Alto e ciò ci fa dedurre che appartengano al Neolitico medio finale.
- Grotta Pacelli (Bari): alla stessa fase appartengono i ritrovamenti della grotta di Pacelli, ci riferiamo a lastre di pietra e focolari rituali, su uno dei quali è stata ritrovata una testina di donna con copricapo e acconciatura elaborata.