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Facies del Neolitico in Italia



La ceramica veniva cotta in focolari o forni, e la cottura poteva essere ossidante (quando circola molto ossigeno che ossida il ferro contenuto nell’argilla rendendo la ceramica rossiccia o comunque chiara) o riducente (il vaso cotto senza ossigeno diventa scuro).
Le ceramiche possono essere di 2 categorie:
- Impasto: la più diffusa nella preistoria.
Veniva cotta a temperature basse. Bassa resistenza agli urti. Colore scuro. Veniva dipinta per decorarla
- Depurata: appare all’inizio del Neolitico e riappare durante la protostoria. Cotta ad alta temperature. Più resistente agli urti. Colore chiaro. Per decorarla si procedeva a impressione, incisione o intaglio.
Facies del Neolitico in Italia: all’inizio del Neolitico inferiore abbiamo la ceramica impressa, dove con l’unghia ad esempio venivano fatte delle impressioni.

Nel corso del Neolitico a sud ovest c’è la facies di Stentinello, con decorazione impressa complessa e ordinata, mentre a sud est e in Abruzzo ci sono le ceramiche bicromiche con decorazioni dipinte in rosso su argilla chiara.
Al nord infine c’erano le ceramiche lineari, decorate con semplici motivi geometrici lineari che venivano incisi (ad esempio la facies di Fiorano)
Nel Neolitico medio a sud appaiono le ceramiche tricromiche, dipinte con motivi più complessi di colore rosso bordato da linee brune (Ripoli, Capri-Lipari).