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Sviluppo delle ricerche preistoriche in Italia



La prima scoperta di remote antichità preistoriche in Italia venne effettuata nel 1850 da Giuseppe Scarabelli che descrisse dei manufatti litici ritrovati nei pressi di Imola.
Il grande sviluppo delle ricerche preistoriche in Italia si ebbe a partire dagli anni 60 del 800, in particolare con le ricerche sulle terramare emiliane, grandi abitati dell’età del bronzo la cui scoperta per la prima volta rivelò l’esistenza di evolute civiltà preistoriche sul suolo italiano.
Tale terra restituiva grandi quantità di manufatti di ceramica e bronzo.
Secondo Edward Tylor i comportamenti, le idee, le capacità dell’uomo non sono di origine innata ma elaborati e tramandati nella società. Mentre il comportamento animale è basato sull’istinto, quello umano si basa sull’intelligenza e sulla cultura che consentono all’uomo una maggiore gamma di risposte agli stimoli ambientali adottando comportamenti che poi se trasmessi ai discendenti diventano tradizioni culturali.

Lewis Henry Morgan classifica le popolazioni in stadi evolutivi caratterizzati dalla comparsa di aspetti tecno-economici, che vengono trasmessi agli stadi successivi e di forme sociali e politiche:
Stato selvaggio: ad es i matrimoni di gruppo, intermatrimonio tra gruppi di fratelli e sorelle
Barbarie: ad es. famiglia a coppie, agricoltura e allevamento, famiglia monogamica…
Civiltà: sorge la proprietà privata e lo Stato e di conseguenza la scrittura
La teoria di Morgan in alcuni punti risultò erronea e quindi criticata.