La rivoluzione neolitica

Nel neolitico ci furono mutamenti del modo di vivere del genere umano. Il clima cambiò: finite le glaciazioni divenne sempre più caldo. La tundra si diffuse nella parte settentrionale del pianeta e le piogge portarono le foreste a crescere sulle savane. Alcuni animali che facevano parte della vita dell’uomo si estinsero. Gli uomini si adattarono: passarono da nomadi a sedentari, sostituirono la caccia con l’agricoltura e iniziarono ad allevare. Si svilupparono le prime forme di organizzazione politica ed economica.

Agricoltura, tessitura e ceramica
Fu importante il passaggio dalla vita nomade alla vita formata da allevamento, agricoltura e pastorizia, avvenuto 10.000 anni fa. Mettendo via una parte del raccolto, l’uomo faceva crescere le piante. Le donne si occupavano dell’agricoltura e dell'allevamento dei piccoli animali domestici, mentre l’uomo cacciava animali più piccoli con l’arco. Le pelli di animali vennero sostituite da fibre vegetali e animali per la realizzazione di indumenti. Si diffuse l'uso dell'argilla del la fabbricazione di oggetti grazie alla tecnica della cottura a fuoco che rendeva gli utensili più resistenti. Nacque la ceramica. Per lavorarla era utilizzata la ruota che in seguito fu applicata a carri, nei trasporti e in battaglia.


Il villaggio neolitico

L’uomo divenne gradualmente da nomade a sedentario, dedicandosi soprattutto all'agricoltura. Le comunità si ampliarono e iniziarono ad essere più organizzate. Nacquero i primi villaggi con abitazioni fatte di materiali naturali. Questi sorsero spesso vicino a corsi d’acqua. Spesso i villaggi erano su alture o rilievi oppure vicino a zone paludose per proteggersi da animali feroci. Ogni villaggio aveva un recinto. Le abitazioni ospitavano una famiglia allargata, quella patriarcale. I matrimoni avvenivano tra due persone dello stesso villaggio, dato che i rapporti con i villaggi vicini era spesso conflittuali. A quel tempo era in uso sia la monogamia che la poligamia.
I popoli nomadi usavano abitazioni mobili. Le donne nomadi divennero meno importanti nell’economia familiare dato che non potevano né allevare animali domestici né prendersi cura degli orti. E' per questa ragione che tra le popolazioni nomadi la donna ha tradizionalmente un ruolo minore all'interno della società.

Il commercio neolitico: dal baratto alla moneta
Durante il periodo neolitico la forma di commercio più diffusa era il baratto. Gli agricoltori ad esempio davano una parte del loro raccolto agli allevatori che a loro volta offrivano in cambio una parte dei loro prodotti. Per i momenti più difficili veniva usato il surplus. Lentamente però si diffuse una nuova forma di commercio basato sulla moneta. Inizialmente erano i materiali di utilizzo comune ad essere utilizzati come mezzo di scambio: sale, metallo, pietre preziose. Solo in seguito si diffuse la coniatura di valuta. Le prime fonti sull’uso della moneta risalgono a 4500 anni fa in Mesopotamia.

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