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Concetti Chiave

  • La pietra fu uno dei primi strumenti usati dall'uomo per difesa e offesa, inizialmente impiegata per colpire e triturare prede.
  • La scheggiatura intenzionale della pietra segnò un evoluzione significativa, permettendo la creazione di strumenti più affilati come il “chopper” da parte dell'Homo habilis.
  • In Paleolitico, strumenti come l'amigdala furono sviluppati grazie a tecniche di scheggiatura più complesse, trasmesse culturalmente alle generazioni successive.
  • Le schegge di pietra divennero sempre più leggere e sottili, creando strumenti specializzati come le punte di freccia e contribuendo all'evoluzione tecnologica.
  • Il bulino, un scalpello resistente, rappresentò un'importante innovazione finale del Paleolitico, utilizzato per incidere ossa e produrre aghi per cucire pelli.

L'evoluzione degli strumenti primitivi

Tra i primi strumenti usati dai nostri progenitori per la difesa e l’offesa figura la pietra. Con i ciottoli che la natura gli metteva a disposizione, l’uomo inizialmente colpiva le prede e le triturava.

La scheggiatura e l'intenzionalità

Probabilmente per caso, dal distacco di una scheggia dal ciottolo,, egli si rese conto di aver ottenuto uno strumento assai più tagliente ed efficace: fu così che iniziò la scheggiatura intenzionale della pietra. Già l’Homo habilis aveva imparato a realizzare il cosiddetto “chopper”, ossia un ciottolo scheggiato sommariamente su un solo lato che veniva impiegato soprattutto per la caccia e per la macellazione delle carni. Il passaggio dallo strumento che l’uomo trova in natura a quello artificiale fu decisivo. L’intenzionalità dell’atto presuppone infatti un notevole sviluppo intellettivo: l’uomo deve pensare al manufatto finito, dosare la propria forza, scegliere il punto su cui esercitarla, in una parola, deve saper progettare.

Innovazioni nel Paleolitico

Nel corso del Paleolitico la scheggiatura fu perfezionata: all’Homo erectus si deve, molto probabilmente, la realizzazione dell’amigdala, un utensile di pietra scheggiata su due facce, e dunque appuntito. La tecnica di lavorazione si era fatta più complessa ed essa fu affidata alla trasmissione culturale, perché si conservasse nelle generazioni future. Con il passare del tempo da un medesimo nucleo di pietra si impararono a ricavare innumerevoli schegge di pietra, più leggere e sottili, che, a seconda della forma, erano destinate a usi differenti. Alcune di esse, applicate ad aste di legno, costituirono le prime punte di freccia. Alla fine del Paleolitico risale il bulino, una specie di scalpello capace, grazie alla sua resistenza, di incidere anche le ossa ricavandone aghi, usati per curare tra loro le pelli degli animali. Il bulino, dunque, oltre a essere uno strumento di lavoro, rese possibile, a sua volta, la realizzazione di altri strumenti di lavoro.

Domande da interrogazione

  1. Qual è stato il primo strumento utilizzato dai nostri progenitori?
  2. I nostri progenitori utilizzarono inizialmente la pietra, colpendo le prede e triturando con i ciottoli disponibili in natura.

  3. Qual è l'importanza della scheggiatura nella storia degli strumenti?
  4. La scheggiatura rappresenta un passaggio cruciale dall'uso di strumenti naturali a quelli artificiali, evidenziando un notevole sviluppo intellettivo nell'uomo, che iniziò a progettare e realizzare strumenti più efficaci.

  5. Quali innovazioni si sono verificate nel Paleolitico riguardo agli strumenti di pietra?
  6. Durante il Paleolitico, la scheggiatura si perfezionò, portando alla creazione di utensili come l'amigdala e il bulino, che permisero di realizzare strumenti più complessi e specializzati, come le punte di freccia e aghi per cucire pelli.

Domande e risposte

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