Genius 13146 punti
Neolitico - Rivoluzione agricola

La fase neolitica cominciò in alcune parti del mondo circa 10 000 anni fa (ossia verso l’8 000 a.C) e durò alcune migliaia di anni. Per qualche popolazione terminò 5 000 anni fa (nel 3 000 a.C), per altre si protrasse ancora per due o tremila anni e per altri piccoli gruppi isolati si è conclusa solo recentemente. Il nome “Neolitico” si riferisce a un nuovo tipo di lavorazione della pietra, non più soltanto scheggiata, ma levigata: in questa fase, infatti, i cambiamenti tecnologici furono molteplici e trasformarono profondamente la vita degli esseri umani. Ebbe inizio la pratica dell’agricoltura, che rimane la forma di economia fondamentale per tutta l’umanità fintantoché, due secoli or sono, a essa si affiancò l’industria. Si può dunque parlare di “rivoluzione agricola” per il Neolitico, dove con il termine “rivoluzione” si vuole sottolineare la rottura profonda con il passato rappresentata da questo cambiamento: l’introduzione dell’agricoltura pose infatti le basi per un rapporto finalmente attivo con la natura, dalla quale l’essere umano imparò a ricavare nuove risorse con il proprio lavoro.
I reperti fossili dimostrano che il grano e i cereali – su cui basa in ogni parte del mondo l’agricoltura – cominciarono a essere coltivati attorno all’8 000 a.C.: ciò avvenne indipendentemente nel Vicino Oriente (grano), in Cina (riso) e in Messico (mais). Si ipotizza anche che l’agricoltura sia stata inventata dalle donne, data la loro familiarità con la natura, sviluppatasi attraverso la raccolta di erbe e bacche commestibili. Approfittando dei lunghi periodi di stanzialità, fu probabilmente la parte femminile della comunità a inventare le prime tecniche della coltivazione, interrando i semi in prossimità delle capanne e selezionando le specie più adatte alla crescita.
Hai bisogno di aiuto in Preistoria?
Trova il tuo insegnante su Skuola.net | Ripetizioni
Registrati via email
Consigliato per te
Maturità 2018: date, orario e guida alle prove