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Rivoluzione agricola del Neolitico scaricato 25 volte
IL NEOLITICO E LA RIVOLUZIONE AGRICOLA

A partire dall’8000 a.C. si sviluppò quella che si chiama Rivoluzione Agricola del Neolitico. Favorita dal clima più mite, essa prese le mosse della precedente mietitura del grano selvatico e si impose quando gli uomini osservarono con attenzione il meccanismo di nascita e crescita delle piante, comprendendo la funzione del seme e imparando a piantarlo nel terreno perché fruttasse.
Molti studiosi ipotizzano che la nascita dell’agricoltura sarebbe stata opera delle donne: mentre gli uomini erano impegnati nella caccia, le donne, infatti, si dedicarono probabilmente a interrare i semi vicino le capanne selezionando le specie più adatte alla crescita.
Le prime coltivazioni, tra l’8000 e il 6000 a.C., in molte regioni del mondo
.
Nel Vicino Oriente, campi coltivati apparvero in una vasta area che comprendeva la Mesopotamia con le valli dei fiumi Tigri ed Eufrate, l’Egitto con la valle del fiume Nilo e l’altopiano anatolico. Per la ricchezza del suolo e la sua particolare forma questa regione viene detta “Mezzaluna fertile”: dava grano, orzo e farro. Nel Sud-Est asiatico l’agricoltura nacque con il miglio dell’Indocina e il riso della Cina; nell’America del Sud, in Messico e in Perù, con le colture di mais. Grazie agli spostamenti delle popolazioni inoltre le innovazioni che avevano permesso ai primi agricoltori di sviluppare la prima attività si affermarono ovunque.
Allo stesso tempo cominciò a diffondersi l’allevamento del bestiame: pecore, capre e vacche nel Vicino Oriente, maiali nel Vicino Oriente e in Cina, il lama in America. Carne, latte e lana erano i prodotti immediati e più utili forniti da questi animali che potevano però essere addestrati anche al lavoro: asini e buoi come animali da tiro, il cane come aiuto per il pastore nella guardia delle greggi.
L’introduzione delle tecniche agricole e dell’allevamento permise agli uomini di nutrirsi al meglio e con più continuità. I capricci delle stagioni facevano più o meno paura, perché grazie ai campi si potevano accumulare scorte sufficienti per resistere nei tempi duri. Le incertezze della caccia venivano superate grazie alle mandrie che assicuravano un rifornimento costante di alimenti e pelli.
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