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Neolitico - Prima organizzazione della famiglia

L’agricoltura non fu solamente una tecnica di sfruttamento della natura. La sua nascita portò con sé, si può dire, la nascita della storia: la città, lo stato, ogni forma della vita sociale, della religione e della cultura antica ne sono la diretta conseguenza. L’economia neolitica imponeva anzitutto una stretta collaborazione tra i membri del gruppo.
Nacquero così i primi villaggi, abitanti da alcune decine di famiglie e costituiti da un agglomerato di capanne in legno e fango o anche in altri materiali. Il potere all’interno di ogni villaggio spettava a un capo scelto tra le diverse famiglie, alla cui testa stava il maschio più anziano; le decisioni più importanti venivano tuttavia prese dalla comunità nel suo insieme.
Al di là di questa divisione di poteri, gli abitanti dei villaggi neolitici si dedicavano più o meno tutti alle diverse attività necessarie al sostentamento collettivo.
Solo con il passare del tempo nacque una prima specializzazione sociale del lavoro, diviso tra chi si dedicava alla caccia o alla pesca, chi alla pastorizia e chi alla coltivazione dei primi villaggi neolitici anche la nascita del concetto di proprietà privata: la terra e gli attrezzi da lavoro erano infatti ritenuti proprietà del villaggio, e quindi beni collettivi, ma gli animali, il cui allevamento comportava maggiori costi, cure e rischi, erano considerati un bene famigliare, da non spartire con gli altri membri della comunità.
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