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Comparsa dell'essere umano sulla Terra

Homo erectus, particolari
L’estensione del campo visivo determinata dalla posizione eretta consentiva inoltre un migliore controllo del territorio e tecniche di caccia più efficaci, particolarmente importanti in un periodo in cui l’inaridimento del clima delle savane obbligò i nostri progenitori a una dieta assai più ricca di carne.
Fu necessario molto tempo perché l’Australopiteco raggiungesse anche la perfetta opponibilità del pollice alle altre dita , che consente alle mani di afferrare oggetti e manipolarli con un notevole grado di precisione.
L’acquisizione di questa abilità comportò una nuova selezione: accanto agli ultimi esemplari di Australopiteco (che poi si estinse) circa 2.500.000 anni fa apparve un altro ominide, l’Homo habilis, ossia “capace di usare le mani”.
L’Homo habilis aveva un cervello considerevolmente più voluminoso di quello dei suoi predecessori ed era capace di fabbricare rudimentali utensili di osso e di pietra.
Circa 2 milioni di anni fa, infine, fece la sua comparsa l’Homo erectus, che era alto quasi quanto un uomo moderno e che fa il primo, allo stato attuale delle scoperte, a uscire dall’Africa.
Alcune sue forme più recenti, come il cosiddetto “uomo di Pecchino” (dal luogo del suo ritrovamento), conoscevano addirittura l’uso del fuoco.
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