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La civiltà nuragica


Indipendentemente dalle civiltà che si erano sviluppate nella penisola italiana, in Sardegna si sviluppò la civiltà nuragica. Questo termine deriva dal nome delle costruzioni che la caratterizzavano, i nuraghi. Di questa civiltà sono stati trovati molti reperti: menhir, nuraghi, tombe dei giganti, ceramiche e bronzi.
Sulla sua origine non sappiamo molto: gli storici pensano che essa esistesse già prima del 2000 a.C. Queste popolazioni costruivano deglòi edifici a forma di cono, utilizzando dei blocchi di pietra, murati a secco, alte fino a 20 metri, con un ingresso sostenuto da un architrave Queste specie di torri erano costruite in modo tale da formare un villaggio intorno ad una torre centrale dove la popolazione si rifugiava in caso di pericolo. Della civiltà nuragica ci sono rimasti degli oggetti di ferro, di ambra e soprattutto dei menhir, cioè delle pietre conficcate nel terreno in modo isolato o messe in fila, come se ne trovano in Bretagna, Esistono anche delle tombe chiamate “dei giganti” perché destinate a sepolture collettive..
La popolazione comprendeva due classi sociali: pastori e agricoltori da un lato e guerrieri. I pastori e gli agricoltori vivevano nei villaggi (ma non sappiamo se fossero proprietari schiavi)e si occupavano della produzione di quanto era necessario per i guerrieri. I guerrieri, che invece vivevano nei nuraghi avevano l’incarico di difendere la popolazione in caso di attacco. La civiltà nuragica era abbastanza ricca perché nell’isola erano presenti delle risorse minerarie. Per questo, nell’isola si sviluppò una tecnica molto avanzata di lavorazione dei metalli. Il massimo splendore si colloca all’inizio del 1200 a,.C, dopodiché iniziò a decadere progressivamente fino alla conquista della Sardegna da parte dei Cartaginesi che avvenne nel VI secolo a.C.
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