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Indoeuropeo - Sfumature politiche razziste

Nel XIX secolo lo studio di questo problema linguistico si colorò anche di sfumature politiche razziste, che condussero alla creazione di un’ideologia, adottata dal nazismo, in base alla quale vi sarebbe una razza indoeuropea, pura e superiore, che avrebbe fondato tutte le grandi civiltà, dal Gange all’Atlantico. Secondo questa visione, la razza indoeuropea si sarebbe conservata in particolare presso alcuni popoli, fra cui quello tedesco, la culla di questa razza veniva per questa ragione collocata dagli storici tedeschi nel Nord Europa.
Le tesi ora più accreditata è che le popolazioni che parlavano una lingua indoeuropea, man mano che si diffondeva in nuovi territori, venendo in contatto con le genti locali, ne influenzarono la religione, le istituzioni politiche e sociali, l’organizzazione della vita. Quindi, anche se è arbitrario parlare di una cultura indoeuropea comune, esistettero certamente varie culture indoeuropee e alcune di esse segnarono profondamente la storia occidentale Dalle lingue indoeuropee, parlate dai popoli più importanti nella storia del nostro continente (Greci, Romani, Celti, Germani), discendono tutte le lingue parlate in Europa – tranne il finlandese, l’ungherese, l’èstone e il basco – e nelle Americhe.

Creta, il dominio sui mari

A partire dal 200 a.C. fiorisce a Creta una ricca e raffinata civiltà: la fortuna posizionale geografica e il clima favoriscono lo sviluppo dell’agricoltura e dei commercio marittimo. I cretesi divengono ben presto i protagonisti dei traffici commerciali del Mediterraneo orientale e impongono la loro supremazia sul mare (“talassocrazia”).
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