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I NOSTRI ANTENATI COLONIZZANO LA TERRA

Il cervello dell’Homo sapiens sapiens aveva, già 50.000 anni fa, le dimensioni del nostro: circa 1.500 centimetri cubici. Soprattutto, l’Uomo di Cro-Magnon contava ormai abilità ed esperienze tali da renderlo l’individuo più evoluto mai prodotto dell’ominazione. A questo proposito ricordiamo che non sono le dimensioni del cervello a determinare le sue capacità, ma la sua struttura, la sua qualità, il modo in cui opera.
Il cervello dell’Homo sapiens sapiens, benché non molto più voluminoso di quello dei neanderthaliani, permise al suo possessore di produrre una tecnologia, una cultura, un linguaggio che i predecessori non avevano raggiunto. L’aumento delle capacità si traduceva in un sempre nuovo stimolo per il cervello stesso che era sollecitato a raggiungere traguardi ancora più ambiziosi.
Proprio una continua ricerca della soluzione migliore permise all’Homo sapiens sapiens di sopravvivere in tanti ambienti diversi e diffondersi per ogni angolo della Terra, raggiungendo le regioni già toccate dall’Homo erectus. Partì dall’Africa e attraversò il continente asiatico, approdando in Australia 40.000 anni fa su barche da lui stesso costruite. Circa 20.000 anni or sono passò per lo Stretto di Bering e raggiunse l’America settentrionale, scendendo poi, 8.000 anni dopo, anche nell’America meridionale.
A quel punto aveva colonizzato l’intero pianeta. Spostandosi dalle località più calde dell’Africa o dell’Asia a quelle più fredde dell’America settentrionale, manifestò una capacità di adattamento fisico e tecnologico che nessun essere vivente aveva ancora mai mostrato di possedere.
Ecco perché tutti gli uomini d’oggi, qualunque sia il colore della loro pelle, vengono dallo stesso antenato comune: l’Homo sapiens sapiens.
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