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XV secolo: Firenze e Venezia

A Firenze, nel Quattrocento, il Tumulto dei Ciompi, avvenuto dal 1378 al 1382, aveva favorito l’insediamento di una oligarchia vera e propria, formata dalle famiglie Albizzi, Tornabuoni e Strozzi, che mantennero il potere fino verso la metà del secolo. Grazie a questa oligarchia, la città conobbe un periodo di stabilità politica e di ripresa economica. Infatti, essa poté fronteggiare le mire espansionistiche di Gian Galeazzo Visconti ed addirittura accrescere i propri domini annettendo Pistoia, Arezzo e Volterra. Alla morte del duca di Milano, Firenze può realizzare uno dei suoi fini politici più importanti e tanto ambito dalla ricca borghesia: lo sbocco al mare. Infatti, nel 1406, viene conquistata Pisa che permette di arrivare al mare tramite Porto Pisano, l’odierna Livorno. Porto Pisano era destinato a sostituire Pisa come scalo marittimo a causa del graduale interramento della costa e dell’allontanamento dal mare. Tale fenomeno è durato fino ad oggi: infatti, la costa del Mar Tirreno dista ormai 12 chilometri da Pisa. In questo modo, anche se in misura ovviamente molto più ridotta, Firenze si stava trasformando in potenza marinara per poter competere con le rivalità mercantili che da sempre avevano caratterizzato il Mediterraneo. Non è un caso se nella storia della navigazione si trovano dei nomi fiorentini, primo fra tutti Amerigo Vespucci che dette il proprio nome al Nuovo Mondo, scoperto da Cristoforo Colombo. Tuttavia per difendere le nuove conquiste e consolidare il nuovo sviluppo, soprattutto in previsione di una rivincita dei Visconti, sempre in agguato, la logica delle cose portò Firenze ad allearsi con Venezia, anch’essa timorosa di una riscossa dei Visconti. D’altra parte, la Repubblica Fiorentina non poteva contare più sull’appoggio del Regno di Napoli, a causa della crisi dinastica degli Angioini.
La morte di Gian Galeazzo aveva consentito ai Veneziani di espandere il proprio dominio su tutto il Veneto, intraprendendo anche una lotta contro i duchi di Austria e i Patriarchi di Aquileia che le permisero di annettere il Friuli e l’attuale Trentino fino a Rovereto. Da sottolineare che le immense ricchezze e la stabilità politica della Repubblica permettevano a Venezia di assoldare i migliori mercenari del tempo e questo fece della Venezia del Quattrocento una potenza di primo pian,o in grado di esercitare la sua influenza su tutta la penisola italiana.
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