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Un nuovo tipo di cultura e il sapere scientifico

Il XV secolo vede la nascita di un nuovo tipo di cultura che parte dalla riscoperta e dall’interesse per gli autori classici. L’Italia è al centro di questa rivoluzione culturale e il sapere passa dalle mani del clero e delle Università alle corti dei principi più ricchi. Numerose corti ospitano letterati dotti e artisti, inaugurando un periodo di splendore. Anche le donne prendono parte a questa rivoluzione culturale scrivendo versi e discutendo di filosofia; fino al secolo precedente questi comportamenti sarebbero stati considerati blasfemi. In questo periodo l’uomo viene posto al centro dell’universo. Ogni materia, che sia letteratura, arte, politica o scienza si interessa all’uomo. La cultura non è più religiosa ma laica, volta a educare l’individuo in tutte le materie. Questa nuova corrente di pensiero viene chiamata Umanesimo. Anche questo periodo ebbe il suo limite, occupandosi soltanto dell’individuo privilegiato, nobile. Non era ancora una cultura concessa a tutti, al popolo era concesso solo di osservare il bello, ammirare i palazzi e i colori.

In questo secolo si assiste a invenzioni scientifiche importanti come la stampa, la polvere da sparo e la bussola che hanno enorme importanza per la diffusione della cultura e dei viaggi.
Si migliorano le armi da guerra tanto che è necessario modificare il modo di difendere la città. Le mura da sottili e dritte che erano si modificano in grossi bastioni segmentati e con strombature per permettere il fuoco incrociato e rendere difficile prendere la mira dal basso.
Gutenberg inventa la stampa a caratteri mobili e nel 1456 realizza la prima edizione della Bibbia.

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