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L'illuminismo

Il ‘700 è il secolo delle rivoluzioni perché si verificano: rivoluzione americana (per cui le colonie inglesi d’America si staccano dalla madre-patria e con la dichiarazione dei diritti dell’uomo nascono gli Stati Uniti e l’Inghilterra perde i suoi domini coloniali), rivoluzione francese (caduta e decapitazione di Luigi XVI), rivoluzione industriale in Inghilterra e si chiude con il dominio napoleonico. Napoleone allarga i domini francesi anche in Italia creando le repubbliche Sorelle.
Tutto ha origine nell’illuminismo: una nuova concezione filosofica che rivaluta la ragione dell’uomo e rivaluta l’esperienza. Si ha una grande fiducia nelle facoltà umane, nella ragione umana.
L’illuminismo si sviluppa in Francia ma ha origine nella filosofia inglese, soprattutto di Locke e Kant.
Quest’ultimo dice che se l’uomo è stato sempre soggiogato dagli altri la colpa è di sé stesso perché non ha riconosciuto le proprie capacità e la propria razionalità. Gli illuministi vedono il medioevo quindi come un periodo buio, intriso di superstizione. Le facoltà dell’uomo sono soffocate in questo periodo.
L’intento dell’illuminismo è liberare l’uomo dalla sua ignoranza, tramite la divulgazione del sapere. In questo periodo nascono numerosi periodici, fra cui l’enciclopedia (raccolta di tutto il sapere umano). Il sapere viene divulgato anche all’interno di circoli, di caffè letterari, dove si incontravano personaggi che scambiavano opinioni. C’è uno scambio di idee e solo in questo modo si può illuminare la mente umana secondo gli illuministi.
Proprio il modo di voler condividere il sapere degli illuministi li porta anche ad essere cosmopoliti: cittadini del mondo. Li porta ad accettare le altre popolazioni, i diversi da sé stessi. A questo è anche collegato il filantropismo (l’aiutare gli altri con disponibilità). Gli illuministi sono pronti ad accettare ed aiutare l’altro.
Luigi XIV, il Re Sole ha dato il via all’assolutismo monarchico e altri lo hanno imitato. Con l’assolutismo tutti i poteri sono in mano ad una sola persona, come avviene per la dittatura. Montesquieu teorizza la divisione dei poteri in mano a 3 istituti diversi o tre persone diverse, indipendenti l’una dall’altra in modo che nessuna influenzi l’altra.
La divisione dei poteri che abbiamo oggi è grazie all’illuminismo. Con questo movimento nasce anche l’opinione pubblica. Ciò esiste se il pubblico ha un’idea. Per questo è fondamentale sapere, informarsi.
Esponenti notevoli dell’illuminismo italiano sono: Cesare Beccaria e i fratelli Verri a Milano. Il primo ha scritto il trattato dei diritti e delle pene in cui parla della pena di morte e alla tortura. Le esecuzioni venivano fatte in piazza, per far vedere al popolo cosa succede se si sbaglia. Beccaria sostiene che la pena di morte sia inutile perché la gente si abitua a vedere esecuzioni e uccidere un delinquente significa liberarlo dalle pressioni che ha in vita. Più grave che togliere la vita è l’ergastolo, togliere la libertà. Dice anche che la tortura è inutile, se non dannosa perché se io torturo una persona fragile confessa qualsiasi cosa pur di non essere torturato; una persona forte e robusta resiste al dolore e non dirà mai niente.

I filosofi francesi si rifanno all’empirismo inglese di Locke. Dalla Francia queste idee illuministe si diramano in tutta e
Europa. In Italia i centri di questo movimento sono Milano - con i fratelli Verri e Beccaria - e Napoli con Filangeri. Se però l’illuminismo napoletano rimane nelle accademie, quello di Milano tende a svilupparsi nei salotti e nei caffè, tanto che i fratelli Verri fondano un periodico intitolato “Il caffè”. All’interno di queste strutture mentre si beveva si condividevano opinioni e si leggevano giornali (in questo periodo il quotidiano ha uno sviluppo enorme). Si sviluppano inoltre altri generi letterari, come il panthlet (un breve trattato), come ad esempio “Dei delitti e delle pene” di Beccaria. Gli illuministi volevano spiegare che determinate pene, leggi, punizioni andavano contro i diritti umani.

In Francia Diderot e D’Alembert danno vita all’enciclopedia, creata con il contributo di molti altri filosofi.
Montesquieu teorizza la divisione dei poteri: legislativo, esecutivo e giudiziario. Piano piano molti sovrani diventeranno illuminati (dispotismo illuminato) mettendo in atto le teorie illuministiche. Questi poteri dice Montesquieu non possono essere concentrati sulla stessa persona.
Sconfiggere l’ignoranza (obiettivo degli illuministi) significa anche combattere l’assolutismo.
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