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Umanesimo e Rinascimento


L’Umanesimo e Rinascimento sono due periodi che si sviluppano nel XIV e XV secolo.
Secondo lo storico svizzero Jacob Burckhardt i due termini indicherebbero aspetti distinti ma intrecciati tra loro: il primo in riferimento la cultura letteraria , l’altra in riferimento alla storia dell’arte, alla filosofia e a alla ricerca scientifica.
Garin sosterrà il fatto che l’Umanesimo non è un periodo letterario, ma il fatto che riprende i valori greci , cambierà la sensibilità, la vita.In realtà il Rinascimento ingloba l’Umanesimo.Per molti secoli questi vengono considerati come dei sinonimi.
L’Umanesimo nasce in Italia, in particolar modo a Firenze grazie alla Casata dei Medici.Questo periodo è caratterizzato dalla scoperta delle humanae litterae, cioè in primo luogo dei testi letterali e filosofici di quel mondo passato grazie alla conoscenza delle lingue in cui erano scritti. Anche nel Medioevo il latino era rimasto , ma era diverso rispetto a quello parlato da Cicerone e Cesare. Negli intellettuali Umanisti cambia l’approccio che risulta più scientifico perché si avvale della filologia. Nel Medioevo era mancato un approccio rigoroso ai testi dell’antichità che, mentre venivano prodotti, venivano deformati sia poiché non ne avevano le competenze.
Dunque nel Medioevo il contatto con la lingua latina non era mai stato perso, per esempio Dante conosceva le opere di molti autori latini dell’antichità, a cominciare da Virgilio che era la sua guida nelle prime cantiche delle Commedia. Diverso è il caso della lingua greca, la cui conoscenza era venuta meno nell’Europa Occidentale ma nel Quattrocento torna ad essere studiato. Questa conoscenza della lingua greca proviene da una contingenza politica.Con la caduta di Costantinopoli, gli studiosi si diriggono in Italia e portano le loro opere greche.Un’importante occasione di incontro fra studiosi occidentali e bizantini è avvenuto con un concilio da papa Martino V tra il 1431-1445. Alcuni studiosi bizantini si dedicano in Italia all’insegnamento del greco.La volontà degli umanisti di promuovere il contatto diretta con la cultura degli antichi mira a comprenderne anche il loro significato autentico.Dentro queste opere si trova il concetto di dignità dell’uomo.Vogliono emulare gli antichi valori dell’antichità.Riprendono dunque i classici come modelli di vita per scoprire i valori della vita.Questi superano l’epoca del Medioevo che viene visto come un periodo oscuro.Il Basso Medioevo invece è un periodo di rinascita e cambiamento.

Una delle metafora utilizzate all’epoca è quella dell’albero che pur tagliato alla base del fusto e apparentemente morto, conserva ancora le radici vitali e dopo anni sono capaci di far germogliare nuove foglie, far crescere nuovi rami e formare un nuovo tronco : nascerà dunque un nuovo albero che non sarà come quello che è stato abbattuto.Petrarca , nonostante vivesse nel Medioevo , sarà considerato un preumanista poiché avrà una visione dell’uomo distinta che trova il proprio modello di ispirazione in Agostino d’Ippona.Avrà una visione antropocentrica, come dice Pico della Mirandola, l’uomo è artefice del proprio destino in grado di dominare il creato e di trasformarlo con le proprie attività. L’uomo dunque appare come una sorta di microcosmo, l’uomo rappresenta tutto il mondo e si trova al centro del mondo.L’uomo che è al centro degli interessi degli umanisti non è più quello proiettato a una prospettiva trascendente o oltremondana, ma come colui impegnato nella vita attiva e nei concreti rapporti con i propri simili come nella politica.

Machiavelli sarà il padre perché inaugurerà il fatto che la politica sia amorale e ha un solo obiettivo cioè mantenere il benessere dello Stato inaugurando il realismo politico.Dall’antropocentrismo nasce un rapporto con la natura.Nel medioevo non si era occupato l’uomo della natura, perché l’uomo era preoccupato per i fini ultimi perché consideravano la vita come un passaggio.Dal momento dunque che l’uomo è al centro di tutto prende consapevolezza di sé passando dunque dagli aspetti trascendenti a quelli immanenti . I primi che si occuperanno della natura saranno Galesio e Bacone. (se conosco la natura posso esercitare un potere, sapere è potere) Nasce il naturalismo e la magia che sembrano essere in contrasto tra loro ma nascono entrambe dalla natura: è il periodo della pietra filosofale
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