Mongo95 di Mongo95
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Nonostante la sua rigidità, la costituzione è modificabile. Infatti il Bill of rights viene proprio introdotto come modifica della Costituzione, cioè una serie di emendamenti costituzionali. I primi dieci risalgono al 1791, e sono considerati parte integrante della Costituzione, come se fossero stati scritti nel 1787. Gli altri 17 sono successivi, correggendo, integrando o sostituendo il testo. Oppure modificando altri emendamenti. È una struttura che permette di studiare come il testo è variato nella storia.
Gli emendamenti toccano le materie più diversi. Negli emendamenti non si affrontano soltanto i diritti individuali, ma anche quelli degli Stati rispetto al potere centrale. Quindi il cittadino che si ritrova a vivere in due dimensioni: statale e unione. Con la Costituzione quindi l’Unione non si prefigura più come Confederazione, ma nemmeno Stato federale, dato che le singole entità statali mantengono molti poteri. La prima interpretazione della Costituzione va appunto in tal senso, anche se nel tempo la giurisprudenza sarà quasi sempre più favorevole a cementare la centralità. Quindi la Carta segue un decorso storico preciso, non tanto nella prassi senza sanzione scritta come accadeva in Inghilterra, ma con un’interpretazione giurisprudenziale molto coerente con l’evoluzione del sistema politico. Gli emendamenti stessi sono frutto di tale evoluzione, che adatta la Costituzione alle circostanze storiche e alle problematiche emerse nella sua attuazione.

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