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LA DINASTIA ROMANOV IN RUSSIA TRA 600 E 700

In Russia tra il 1600 ed il 1700 con Michele Romanov, sale al trono la dinastia Romanov che regnerà sino alla famosa rivoluzione d’ottobre del 1917, che vedrà appunto l’uccisione dei suoi ultimi membri e che avrà il suo maggiore esponente in questo periodo nella figura di Pietro, soprannominato dagli storici il Grande, che tentò di riavvicinare la Russia all’Europa cercando anche di modernizzarla: in effetti in Russia vi era una situazione non soltanto economicamente ma anche per quel che riguarda i costumi molto arretrata rispetto a quella europea. Infatti vi era persino la tradizione, non ben vista dai popoli europei, che la nobiltà portasse la barba lunga per distinguersi dal popolo e nel momento in cui lo zar decise di eliminare tale consuetudine questa decisione non fu ben vista. Egli decise anche di costruire una nuova capitale per il regno, San Pietroburgo, chiamando per realizzarla diversi architetti occidentali e cercando non solo di intrecciare dei rapporti commerciali sempre più fitti con le altre nazioni europee ma anche creando dei collegamenti con l’Europa centrale, come ad esempio nuove strade. Conseguenza del suo comportamento politico fu anche la fine di un fenomeno che non era più tollerabile all’epoca: la coltivazione dei campi da parte dei servi della gleba

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