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Rodolfo II di Asburgo, Imperatore del Sacro Romano Impero


Figlio dell’imperatore Massimiliano e di Maria d’Austria, Rodolfo nacque a Vienna nel 1523. Educato alla corte del suo cugino Filippo II di Spagna, fu incoronato re di Ungheria nel 1572, re di Boemia e re dei Romani nel 1575 e successe al padre nel 1576. contro i Turchi Dovette sostenere diverse guerre e soprattutto affrontare la questione protestante. Inizialmente, egli confermò i privilegi che suo padre aveva accordato ai Protestanti, ma in seguito cercò di sostenere la riconquista cattolica. In Germania , il suo margine di manovra fu tuttavia limitato dalla presenza dei principi tedeschi, gelosi della propria indipendenza. Per quanto riguarda il possedimenti ereditarie degli Asburgo come i ducati austriaci, l’Ungheria e la Boemia, essi avevano abbracciato la Riforma protestante. L’adozione di misure costrittive e la proclamazione della superiorità della religione cattolica causarono rivolte in Austria, nei Paesi-Bassi e in Alsazia.
Uno dei gesti più significativi del suo regno fu il trasferimento della corte da Vienna a Praga, avvenuto nel 1583. Rodolfo II fece di Praga una delle corti più brillanti di Europa; invece di interessarsi di politica, egli preferiva rivolgere la propria attenzione verso l’astrologia, l’alchimia, le lingue antiche, la pittura, le arti meccaniche e la zoologia. Infatti, riunì importanti collezioni di reperti antichi, di quadri e di pietre preziose. Queste opere d’arte andarono disperse durante i saccheggi di Praga avvenuti nel corso della Guerra dei Trent’anni, mentre altre furono trasferite a Vienna dai successori di Rodolfo. Presso di sé mantenne la presenza di artisti prestigiosi già a servizio del padre come il pittore Arcimboldo e Filippo de Monte, maestro di cappella. Alla sua corte, attirò i più grandi scienziati del tempo come gli astronomi Tycho Brahe e Johannes Kepler. A volte i personaggi che l’Imperatore proteggeva erano molto scomodi e questo gli causò problemi con la Chiesa cattolica fino a sospettarlo di eresia o di essere un protettore di negromanti. Inoltre, le sue frequenti depressioni e il suo interesse per l’occulto, visto che fra i suoi ascendenti aveva Giovanna di Aragona detta: “Giovanna la Pazza” alimentarono la convinzione negli ambienti cattolici che egli fosse folle e indemoniato.
Le perdite subite nella lotta contro i Turchi e l'aggravarsi della malattia mentale di Rodolfo segnarono la sua fine. Queste preoccupazioni permisero al fratello, l’ambizioso Mathias, di allontanarlo dai troni di Ungheria e di Boemia. Morì, abbandonato da tutti nel 1612.
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