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Concetti Chiave

  • La Prima Rivoluzione Industriale ebbe inizio nel XVIII secolo in Gran Bretagna, focalizzandosi sulla produzione di tessuti grazie all'importazione di cotone dall'India.
  • Innovazioni come la Navetta Volante di John Kay e il Filatoio meccanico aumentarono l'efficienza nella produzione tessile, ma crearono una crescente domanda di filo.
  • Il settore siderurgico conobbe un notevole sviluppo grazie all'uso del carbon fossile, che permise la produzione di ghisa e ferro attraverso metodi innovativi come il Pudellaggio e la Laminazione.
  • La macchina a vapore, perfezionata da James Watt, divenne una fonte di energia artificiale cruciale per il funzionamento delle fabbriche, sostituendo le fonti tradizionali.
  • La rivoluzione industriale portò alla creazione di fabbriche e a un cambiamento nella forza lavoro, ma anche a condizioni di lavoro precarie e disoccupazione tra gli artigiani, generando proteste come quelle dei Luddisti.

Qual è l'inizio della rivoluzione industriale?

Nel XVIII secolo avvenne la Prima Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna, iniziata innanzitutto nel Settore della Produzione di Tessuti, grazie all’importazione di Cotone dall’India, così che potesse essere possibile produrre Tessuti in Cotone in Gran Bretagna.

Innovazioni nel settore tessile

Nel suolo Inglese si cercò, visto la grande quantità di nuovo tessuto, di usufruirne nel miglior modo possibile: infatti vennero trovate una serie di nuove innovazioni che permettevano la creazione di Tessuti con minor costi e in minor tempo, permettendo quindi un’ampia produzione.

Nel 1733 John Kay, un orologiaio, inventò la Navetta Volante, ossia un sistema capace di far muovere meccanicamente sul telaio la spola con il filo, in questo modo si è in grado di produrre un tessuto di dimensioni maggiori rispetto ai tempi precedenti; a questo punto però sorge un altro problema: i tessitori necessitano di maggior filo, poiché con questo nuovo sistema ne possono lavorare di più; grandi quantità di filo vennero importate dalle Colonie.

Successivamente James Hargeaves, un tessitore, mise a punto la Jenny, un Filatoio Meccanico manovrato a mano, mentre Richard Arkwright costruì un Filatoio azionato dall’Energia Idraulica (water-frame); Samuel Crompton combinò queste due macchine, creando la Mule Jenny, un Filatoio azionato dall’Energia Idrica capace di far muovere più fusi contemporaneamente.

Vi fu però un altro problema: ora è il filo ad essere troppo e i macchinari usati per la creazione di tessuti non riescono ad impiegarlo tutto.

Venne quindi inventato da Edmund Cartwright il primo Telaio Meccanico, azionato dall’Energia Idrica.

Sviluppo del settore siderurgico

Oltre alle innovazioni nel Settore Tessile, ne avvennero altrettante importanti nel Settore Siderurgico.

Grazie ai giacimenti di Carbon Fossile presenti nel terreno Inglese, si iniziò a produrre molto Ferro e molta Ghisa; la Ghisa era molto utile, poiché era adatta per la fabbricazione di oggetti di vario impiego, quali pentole, caldaie o parti di macchinari; inoltre dalla Ghisa stessa veniva prodotto il Ferro usato per la fabbricazione di Chiodi, Picconi, Vanghe e altri utensili.

Inizialmente venne scoperto un metodo per creare buona Ghisa da due proprietari di una delle più importanti Fonderie Inglesi, i quali scoprirono che combinando Coke (carbon fossile depurato) e Materiale Ferroso si otteneva una Ghisa migliore; successivamente vennero individuati due procedimenti che permettevano una migliore lavorazione della Ghisa: il Pudellaggio e la Laminazione.

Con questi procedimenti si otteneva anche Ferro di buona qualità a costi di produzione più bassi.

Avanzamenti nella tecnologia del vapore

Il Carbon Fossile iniziò a diventare sempre più richiesto per la creazione del Ferro, quindi si iniziò a scavare più profondamente nelle Miniere di Carbone; la possibilità di creare Miniere sempre più profonde diventò possibile grazie al Pompaggio dell’Acqua in superficie, procedimento attuabile grazie all’invenzione da parte di Thomas Newcomen della Pompa a Bilanciere mossa da Vapore; successivamente James Watt mise a punto una Pompa a Vapore.

Inoltre Watt, grazie alla collaborazione con Matthew Boulton e i suoi operai, riuscì a costruire una Pompa a Vapore di grosse dimensioni, la quale, se sviluppata, può essere utilizzata anche per altre funzioni oltre a quella di pompaggio dell’acqua.

Infatti nel 1782 Watt disegnò il primo esempio di una Macchina a Vapore, una Macchina in grado di generare energia per altre macchine. Questa fu una nuova fonte di energia, di tipo artificiale (produce in modo artificiale l’energia), che si andava ad aggiungere a quelle fino ad allora scoperte (eolica, idrica, animale, umana).

Conseguenze sociali della rivoluzione

Inoltre vennero a formarsi anche nuove unità produttive, le Fabbriche, che andavano a sostituire le vecchie Botteghe e Laboratori Artigiani; nelle Fabbriche la fonte di energia usata più frequentemente era quella della Macchina a Vapore, infatti esse erano solite trovarsi vicine a posti in cui era facile reperire Carbon Fossile per la produzione di energia; gli Operai delle Fabbriche erano principalmente ex-artigiani o ex-contadini, che si erano spostati dalla campagna alla città, oppure donne e bambini, i quali potevano essere pagati di meno ed erano utili poiché avevano mani piccole, adatte soprattutto nei lavori tessili.

Questa Rivoluzione Industriale che avvenne in Gran Bretagna venne vista come un Modello da seguire dai Politici di altre parti d’Europa, infatti essi ammiravano e volevano imitare tutto ciò che era avvenuto in Gran Bretagna.

Questa Rivoluzione Industriale non ebbe solo effetti positivi sull’Inghilterra, ma vi furono anche aspetti negativi: innanzitutto i turni di lavoro iniziarono ad essere lunghi e le condizioni di lavoro erano assolutamente antigieniche e a volte anche pericolose per la salute degli operai. Inoltre con l’introduzione delle nuove tecnologie si iniziò a risparmiare sull’impiego della manodopera, quindi si creò un grande fenomeno di disoccupazione, che riguardava principalmente gli artigiani.

Visto ciò, tra fine Settecento ed inizio Ottocento, in Gran Bretagna iniziarono le prime proteste, che consistevano nell’attacco e nel sabotaggio alle macchine; i gruppi di sabotatori erano detti “Luddisti”, la cui provenienza deriva da Ned Ludd, colui che avrebbe compiuto i primi atti di sabotaggio.

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Domande da interrogazione

  1. Qual è stata la causa principale dell'inizio della Prima Rivoluzione Industriale in Gran Bretagna?
  2. La Prima Rivoluzione Industriale iniziò nel XVIII secolo in Gran Bretagna, principalmente nel settore della produzione di tessuti, grazie all'importazione di cotone dall'India, che permise la produzione di tessuti in cotone nel paese.

  3. Quali innovazioni significative sono state introdotte nel settore tessile durante la rivoluzione?
  4. Tra le innovazioni nel settore tessile, si ricordano la Navetta Volante di John Kay, il Filatoio Meccanico di James Hargeaves, la Mule Jenny di Samuel Crompton e il Telaio Meccanico di Edmund Cartwright, che hanno tutti contribuito a una produzione più efficiente e a costi ridotti.

  5. Come ha influito la rivoluzione industriale sul settore siderurgico?
  6. La rivoluzione industriale ha portato a un aumento della produzione di ferro e ghisa in Gran Bretagna, grazie all'uso di carbon fossile e all'implementazione di nuovi metodi come il Pudellaggio e la Laminazione, che hanno migliorato la qualità del ferro a costi inferiori.

  7. Quali sono stati i principali avanzamenti nella tecnologia del vapore durante la rivoluzione?
  8. Gli avanzamenti nella tecnologia del vapore includono l'invenzione della Pompa a Bilanciere di Thomas Newcomen e la successiva Pompa a Vapore di James Watt, che hanno reso possibile il pompaggio dell'acqua nelle miniere e l'uso della macchina a vapore come fonte di energia per altre macchine.

  9. Quali sono state le conseguenze sociali della rivoluzione industriale in Gran Bretagna?
  10. La rivoluzione industriale ha portato alla nascita delle fabbriche, sostituendo le botteghe artigiane, e ha causato un cambiamento nella forza lavoro, con ex-artigiani e contadini che si trasferivano in città. Tuttavia, ha anche comportato condizioni di lavoro difficili e disoccupazione tra gli artigiani, portando a proteste come quelle dei Luddisti.

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