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Rivoluzione francese: valore e significato


Praticamente la Rivoluzione francese, iniziata nel 1789, termina nel 1814 con la sconfitta di Napoleone a Waterloo per opera degli inglesi e di altre forze alleate. Tuttavia quanto è successo in questi venticinque anni non potrà essere dimenticato e costituirà un punto di riferimento per tanto tempo e per tante nazioni.
Per merito della Rivoluzione francese crolla il mondo dell’Ancien Régime. L’Ancien Régime si fondava sull’ingiustizia, sui privilegi e sull’inuguaglianza; per il popolo comune esistevano solo doveri, ma non diritti. Invece con la Rivoluzione le cose cambiano e nasce una società diversa. La nuova società si basa sui principi seguenti che si rifanno al concetto di uguaglianza
• davanti alla legge tutti i cittadini sono uguali, re compresi e giudici sono gli stessi per tutti, mentre prima i nobili, per esempio, potevano essere giudicati soltanto dai loro pari
• coloro che governerà viene scelto con delle votazioni libere
• la sovranità spetta al popolo e i suoi rappresentanti al governo devono rispondere al popolo del proprio operato.
La Rivoluzione afferma anche il valore di libertà in ogni campo: politico, civile ed economico. Infatti, ogni uomo, per natura possiede dei diritti che nessuno gli può togliere: libertà di pensiero, libertà di associazione, libertà di stampa. È per questo motivo che ben presto nascono dei giornali liberi di pubblicare articoli su ogni argomento, anche criticando l’operato del governo.
La libertà si estende anche in campo economico e prende l’aspetto di libertà di lavorare e di scambiare prodotti dove meglio si crede ed è più conveniente Inoltre si fa avanti un’idea secondo cui chi lavora e produce è più utile alla società Per questo motivo, i contadini ed i borghesi sono più utili alla società dei nobili che ricevono in eredità i loro beni, ma non fanno nulla per trarne un guadagno. Queste idee erano sostenute dai filosofi illuministi, e lo stesso Parini sosteneva l’inutilità della classe aristocratica, ma è la Rivoluzione francese che le mette in pratica. Infatti, dopo la Rivoluzione la società francese risulta notevolmente cambiata. Essa non si basa più sui privilegi del re, dei nobili o dell’alto clero. Molti contadini possono votare ed eleggere i loro rappresentanti al governo e nell’esercito si avanza di grado non perché si è di origine aristocratica, ma per i propri meriti. IL potere della Chiesa e della religione in genere è molto limitato.
Anche se durante la Rivoluzione c’era stato il sanguinoso periodo del Terrore e anche se successivamente Napoleone era arrivato ad un compromesso, creando un impero, in realtà, le conquiste rivoluzionaria costituiscono un punto di riferimento per le democrazie moderne.
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