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La Rivoluzione francese: le cause, gli eventi, la fine della monarchia. Sintesi schematica per il ripasso.
La disuguaglianza e i privilegi su cui era fondatala società francese di antico regime si manifestava in maniera acuta sul piano fiscale: i ceti meno abbienti erano quelli più oppressi dalle tasse e dal rincaro del prezzo del pane.
Tutti i tentativi di abolire le esenzioni a favore del clero erano stati fallimentari: l’intero apparato amministrativo era prettamente feudale: esso dirottava verso un’aristocrazia con scarso spirito imprenditoriale, una gran parte dei redditi derivanti dall'agricoltura.
L’aggravarsi della situazione fiscale indusse Luigi XVI a fare un nuovo tentativo di riforma, ma questo proposito trovò l’opposizione dell’aristocrazia che ebbe il suo appoggio nella borghesia, nel tentativo di operare un’offensiva contro l’assolutismo regio. La convocazione degli Stati Generali (non più convocati dall'avvento di Luigi XIV, il Re Sole) per il 1789 acuì i dissensi, si aprì infatti un dibattito sul sistema elettorale: il popolo (terzo stato) avrebbe desiderato il voto per testa (quello ad personam), clero e borghesia avrebbero desiderato quello per stato (un voto per classe sociale), convinti di isolare il terzo stato, che così si sarebbe trovato in minoranza.

Il 17 giugno dello stesso anno il terzo stato trovando la sala delle riunioni chiusa, si riunirono nella sala della pallacorda e si proclamo assemblea nazionale, allo scopo di riportare ordine nel paese.
L’assemblea nazionale si proclamò assemblea costituente il 7 luglio, allo scopo di promulgare una costruzione.
La situazione precipitò quando l’incapacità del Re di accogliere le richieste del terzo stato, indusse i popolo di Parigi -il 14 luglio dello stesso anno- ad assediare la Bastiglia (carcere politico, emblema del potere assolutistico) . Venne istituita una guardia nazionale per controllare l’ordine pubblico, nella figura del Marchese di La Fayette.
Un ulteriore rivoluzione avvenne nelle campagne parigine, il cambiamento era irreversibile, tanto che il 26 Agosto, l’assemblea nazionale stipulò “La dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino” che proclamava importanti principi, tra i quali:
-l’uguaglianza dei diritti di tutti gli uomini;
-il diritto di libertà, di proprietà, di sicurezza;
-la sovranità nazionale;
-la legge come espressione della volontà generale;
Nel 1790 il terzo stato ridesse un codice civile del clero che eliminava i privilegi fiscali per quella categoria, tuttavia tale importante documento non fu accettato da tutti gli esponenti del clero, questi furono appunto soprannominati “refrattari”, al contrario di quello costituzionali.
L’assetto monarchico-costituzionale della Francia crollò, quando il sovrano fu condannato per alto tradimento (21 gennaio 1793), da parte dei giacobini(sinistra rivoluzionaria), per aver tentato la fuga a Varennes e per aver istigato l’Austria in una guerra che sperava annientasse i risultati rivoluzionari.

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