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Riforma Protestante - Origini Della Protesta


Agli inizi del Cinquecento si verificò in Europa una grande rivoluzione religiosa passata alla storia come "Riforma protestante". Si trattò di un fenomeno complesso che ebbe numerose cause:
• Cause politiche, economiche e sociali:
1. La rivolta contro il fisco romano – La corte pontificia traeva le risorse di cui necessitava dall’imposizione di pesanti tasse, inoltre disponeva di ingenti possedimenti in diversi paesi. Ciò fece maturare una certa ostilità da parte di chi viveva nella miseria verso un clero che viveva nel lusso.
2. L’affermazione dello Stato – In alcuni paesi, soprattutto in Germania la riforma fu l’occasione per contrastare la centralizzazione del potere ecclesiastico.
3. Conflitti sociali – La Riforma diede l’occasione ai contadini di rivendicare una più equa distribuzione della ricchezza.
• Cause religiose:
1. La sensibilità religiosa - La maggior parte dei cristiani credeva che il proprio modo di vivere non avrebbe garantito la salvezza della propria anima. La risposta si trovava nelle concrete pratiche di espiazione (donazioni, indulgenze, pellegrinaggi, ecc.)
2. La corruzione del clero - Molti vescovi, e spesso papi, si occupavano più di affari che di spiritualità.
3. La confusione teologica – I teologi sostenevano dottrine in contrasto fra loro, causando sconcerto nei cristiani.
A far precipitare la situazione fu lo scandalo delle indulgenze. L’indulgenza è la diminuzione della pena che l’anima deve subire in proporzione ai peccati commessi. Per ottenere un’indulgenza è necessario che il peccatore si penta, si confessi e compia qualche opera buona che può essere il pellegrinaggio a Roma, o un’offerta fatta alla Chiesa. Papa Leone X, per la ricostruzione della cupola di San Pietro, arrivò a una vera e propria vendita delle indulgenze. Si arrivò a sostenere che per la salvezza dell’anima bastasse pagare, dimenticando il pentimento e la confessione. Un altro esempio è quello dell’Arcivescovo di Brandeburgo, il quale si vide la possibilità diventare Arcivescovo di Magonza. Per entrare in possesso di questa carica, però, doveva versare alla curia romana 14.000 ducati. Per far fronte a questa considerevole somma accese un mutuo presso i banchieri Fugger, offrendo in garanzia le entrate economiche della vendita delle indulgenze.
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