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Prima età moderna - L'invenzione della stampa

Tra il Quattrocento e il Cinquecento fu realizzata un'invenzione che rivoluzionò il modo di comunicare degli uomini: la stampa a caratteri mobili. Fu Johann Gutenberg (circa 1397-1468), un artigiano stampatore di Magonza, in Germania, a incidere epr primo l'alfabeto su cubetti di legno che venivano composti per formare le parole e le righe della pagina. I cubetti venivano poi cosparsi di inchiostro e così era possibile, per mezzo di semplici torchi, riprodurre rapidamente e a un costo relativamente basso un gran numero di pagine.
Il primo libro stampato da Gutenberg intorno al 1455 fu la Bibbia.
La rivoluzione di Gutenberg conquistò l'Europa già alla fine del XV secolo. Gli allievi del primo tipografo si spostarono per il continente diffondendo le nuove tecniche di stampa nelle città in cui si trasferirono: Strasburgo, Basilea, Augusta, Norimberga.

Molte stamperie vennero fondate in Italia, soprattutto a Venezia, Roma, Milano e Firenze.
E' stato calcolato che nel 1500 erano già stati stampati dieci milioni di libri. Circa la metà erano testi di carattere religioso, ma progressivamente uno spazio importante fu occupato dalle opere degli umanisti. Il libro era meno costoso, più maneggevole, più facilmente reperibile degli antichi codici, perciò l'invenzione della stampa consentì una maggior circolazione degli scritti e della cultura umanistica. L'invenzione di Gutenberg ebbe una diffusione rapidissima: già nel 1500 ben 236 città europee possedevano botteghe di stampa.
In Italia l'arte tipografica conobbe un'importante espansione. A Venezia, che presto si affermò come il principale centro editoriale d'Europa, nel 1500 operavano circa 200 tipografie.
Tra queste merita di essere ricordata quella di Aldo Manuzio (1450-1515), un dotto umanista che si era dedicato all'attività editoriale, stampando soprattutto classici, con tirature rilevanti (circa 1000 copie). I suoi libri incontravano notevole successo sia per l'agilità del formato che per l'eleganza del carattere corsivo. Manuzio si avvalse della collaborazione di grandi letterati che si raccolsero nella sua bottega, dando vita all'Accademia aldina. La tipografia divenne così un vivace punto di incontro, dove gli umanisti potevano scambiarsi informazioni circa gli studi che conducevano.
E' bene precisare comunque che la diffusione del libro e della cultura fu limitata a una minoranza di dotti, in genere di condizione aristocratica o alto-borghese. Per i milioni di contadini che abitavano l'Europa tra il Quattrocento e il Cinquecento, l'unica preoccupazione quotidiana continuava a essere quella della sopravvivenza.

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