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L'organizzazione dello Stato

Madrid era la capitale politica e amministrava del Regno di Spagna, ma i possedimenti dell'imperatore Filippo II erano divisi in province e regni affidati al governo di viceré o governatori.
La politica della monarchia era tracciata dai Consiglia, una sorta di "ministeri", articolati nei diversi settori dell'attività amministrativa. Il Consiglio di Stato, costituito da uomini di corte, era il più importante: definiva la strategia politica generale ed estera. La politica economica era di competenza del Tesoro e delle Finanze (Hacienda real); il Consiglio della Guerra e quello dell'Inquisizione si occupavano rispettivamente dell'esercito e delle questioni religiose. Vi erano inoltre consigli territoriali, cioè quelli che amministravano l'Aragona, la Castiglia, l'Italia, le colonie americane.
Filippo II si pose alla testa di una fitta rete di funzionari. L'apparato burocratico spagnolo era perlopiù costituito da persone che acquistavano la carica, pagando somme proporzionate all'importanza e al prestigio dell'incarico.

La vendita delle cariche burocratiche era usuale negli Stati dell'età moderna. Consentiva di finanziare le casse pubbliche e di costituire un ceto di burocrati legati alla corona: il funzionario acquistava dallo Stato la sua carica, percepiva uno stipendio modesto, ma faceva pagare ai privati cittadini ogni atto amministrativo. Naturalmente a fare le spese di questo sistema erano i ceti più deboli che venivano vessati in ogni modo.

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