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Una nuova via per l’oriente

Il commercio con l’oriente


Per tutto il Medio Evo l’Europa acquistò dall’oriente sete, pietre preziose e soprattutto spezie. Questo commercio consentiva grandi guadagni ma era molto rischioso, i più importanti protagonisti di questi traffici erano i Veneziani ed i Genovesi che acquistavano queste merci nei porti di Alessandria e di Tripoli e li rivendevano in tutta Europa.

La ricerca di una via per le Indie


La speculazione dei mercanti veneziani, genovesi o arabi sul commercio di prodotti orientali determinò l’esigenza di trovare una nuova via per le Indie: una via tutta per mare che consentisse di comprare le merci direttamente nei luoghi di produzione, evitando così il viaggio nei territori orientali e i costi degli intermediari. Però per raggiungere l’oriente via mare bisognava abbandonare il mediterraneo e sfidare l’oceano. Bisognava circumnavigare l’Africa. Le spedizioni tentate fino ad allora erano tutte fallite anche perché l’imbarcazione usata era la galera, una lunga imbarcazione mossa a remi e poco adatta alla navigazione oceanica.

Le nuove conoscenze geografiche


Nel Quattrocento i decisivi progressi nelle tecniche nautiche e nelle conoscenze geografiche resero possibili i grandi viaggi oceanici. Si diffusero nuovi tipi di imbarcazioni, le caravelle, veliero maneggevole e molto veloce che utilizzava tre alberi con due vele quadrate e una triangolare che potevano sfruttare il vento al meglio.
A partire dal Cinquecento la caravella fu sostituita dal galeone, che divenne la nave più utilizzata per i viaggi oceanici. Era molto più grande e robusto della caravella e poteva essere armato solitamente con 30 cannoni consentendo agli europei di sconfiggere le flotte arabe e di assumere il dominio dei mari. Fu perfezionato l’uso della bussola e di altri strumenti di navigazione: il quadrante e l’astrolabio. Anche le carte nautiche divennero più precise.

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