pexolo di pexolo
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Nascita delle note bibliografiche


L’esigenza di mettere le note nei libri nasce, sul finire del ‘600, perché si struttura, si creano delle convenzioni sul lavoro scientifico e perché esso, anche quando riguarda le discipline umanistiche, viene inteso come tale se consente la verificabilità del percorso che è stato compiuto.
La nota ha un duplice valore: da un lato riconosce all'autore l’onore di aver fatto il lavoro necessario a cogliere quell'informazione, dall'altro gli affida anche l’onere, perché se si fosse mal documentato allora ciò acquisirebbe maggiore rilevanza.
La nota è la traslazione, nel testo a stampa e nelle discipline umanistiche, della funzione che spesso assolve l’esperimento nelle discipline scientifiche: come l’esperimento è utile, indispensabile nella pratica scientifica perché può essere ripetuto da altri scienziati ed eventualmente contestato, una funzione analoga hanno le note nei testi che riguardano discipline non legate alle scienze naturali.
Questo sistema di testimonianza del percorso scientifico che è stato compiuto garantisce l’attendibilità, o meglio la verificabilità, dei dati proposti; questo modo di attestare i documenti nasce sul finire del ‘600 per una esigenza che evidentemente nasceva a sua volta da un’evoluzione della cultura europea di quell'epoca.
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