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Napoleone contro Inghilterra e Russia

Blocco continentale


Nel corso di pochi anni, Napoleone controlla praticamente tutta Europa. Il Portogallo e la Spagna fino al 1808 sono alleati della Francia, fino a che Napoleone invade la Spagna, impone un suo parente come re di Spagna e quindi conquista il Paese; la politica che Napoleone sceglie di adottare nel 1806 contro l’Inghilterra è quella del blocco economico: chiede ai suoi sudditi e agli alleati di bloccare ogni rapporto commerciale con l’Inghilterra, perché se il nemico può difficilmente essere combattuto per mare o per terra lo si può sempre contrastare economicamente. In parte, il blocco continentale del 1806 è uno dei motivi per cui non finisce mai la guerra: Napoleone sceglie di invadere quei territori che non rispettavano il blocco, che praticavano il contrabbando o davano accesso nei propri porti alle navi inglesi. Perciò nel 1808 invade la Spagna e Ferdinando VII di Borbone viene esautorato e sostituito da un parente di Napoleone. Nel 1808, sempre perché accusato di non rispettare il blocco continentale, Napoleone invade lo Stato della Chiesa e sequestra il Papa Pio VII, lo stesso con cui aveva firmato il concordato nel 1801, portandolo prima a Savona e poi a Fontainebleau sotto il controllo imperiale. La situazione è quasi paradossale: egli governa uno Stato la cui maggioranza dei sudditi è cattolica, ma tiene il Papa nelle sue mani come ostaggio, mentre lui è occupato al fronte. Roma viene simbolicamente considerata come la seconda capitale dell’Impero, tanto che il figlio di Napoleone viene insignito del titolo di Re di Roma.

Campagna di Russia


Viene iniziata nell’estate del 1812; l’esercito è composto da soldati che provengono da tutti i territori governati o sotto l’influenza napoleonica. Napoleone arriva a Mosca a novembre, addentrandosi moltissimo in territorio russo; i Russi adottano una strategia vincente, lasciando la città senza abitanti o mezzi con cui i Francesi avrebbero potuto rifornirsi: essi si trovano soli, a migliaia di chilometri dalla madrepatria, all’interno di un territorio ostile e quindi, dopo essersi fermati a Mosca qualche settimana ed essendo ormai in pieno inverno, mancando i rifornimenti sono costretti alla ritirata. Inseguiti dall’esercito russo, essi subiscono pesanti sconfitte colti dalla retroguardia. L’armata russa viene decimata e fanno ritorno poco più del 10% dei soldati partiti, questo getta nello sconforto l’opinione pubblica. Dopo la sconfitta di Lipsia, tutti i Paesi che avevano l’influenza francese vengono liberati ed assumono una propria autonomia politica da Napoleone, essendosi alleati contro il nemico comune. Qualche mese dopo, le potenze alleate straniere entrano a Parigi e nella primavera del 1814 Napoleone viene deposto, portato all’Isola d’Elba e dopo 100 giorni riesce a fuggire. Siccome la situazione politica in Francia è ancora incerta, Napoleone sbarca in Francia, in pochi giorni raggiunge Parigi e lì rianima i tanti fedeli rimasti dalla sua parte. Tuttavia, sconfitto nuovamente, viene confinato a Sant’Elena.

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