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La miseria e l’inquisizione delle streghe nel Seicento


Il Seicento è stato un secolo caratterizzato da grandi contrapposizioni: da una parte lo sfarzo delle chiese del Barocco, il lusso e la ricchezza delle corti reali e nobiliari; dall’altra la povertà, l’indigenza e la sofferenza delle masse costrette a lottare quotidianamente contro le carestie, la fame, le varie epidemie e l’oppressione dei balzelli e della crescente imposizione fiscale.
Il Seicento segna, con le sue grandi trasformazioni in molti campi, la fine del mondo feudale tipico del medioevo e l’avvento dell’economia dell’Ancien Régime che, si protrarrà fino alle prime grandi rivoluzioni industriali.
L e principali trasformazioni si hanno nella Chiesa che reagisce al diffondersi della Riforma protestante avviata da Lutero, con l’avvio della Controriforma e l’istituzione dell’Indice dei libri proibiti, per riaffermare i dogmi della sua dottrina e la propria autorità. Per combattere ed eliminare le eresie dilaganti furono potenziati i Tribunali dell’Inquisizione, istituiti fra il 1227 e il 1235. Nel 1484 papa Innocenzo VIII con la sua bolla sulle streghe ordinava agli inquisitori una vera e propria “caccia alle streghe” che dovevano essere scovate, torturate per estorcere la confessione e infine bruciate sul rogo. Streghe, ritenute colpevoli con le loro magie occulte e maligne di tutta una serie di colpe, dall’uccisione dei bambini nel ventre della madre, dall’infertilità dei campi, delle vigne, dalle scarsità dei raccolti fino a procurare terribili e dolorose malattie nelle persone. Si calcola che in tre secoli furono sterminati nove milioni di persone innocenti, colpevoli solo di essere additate come streghe dall’ignoranza e credenze popolari. Nel Seicento si andò affermando un nuovo modo di vivere la religiosità, caratterizzato dal senso del peccato e della fragilità dell’uomo, in contrapposizione con l’idea rinascimentale dell’equilibrio e dell’armonia.
In tutta l’Europa durante questo secolo scoppiarono diversi conflitti tra i vari stati, sia per motivi religiosi sia per il desiderio di affermazione e di supremazia di alcuni Paesi come la Spagna, la Germania e la Francia del re Luigi XIV, massima espressione dell’assolutismo monarchico. Particolarmente violenta e devastante fu la Guerra dei Trent’anni (1618-1648) che si concluse con la pace di Westfalia che sancì lo smembramento dell’impero germanico, la fine dell’egemonia spagnola in Italia, la vittoria della Francia e l’inizio del suo predominio.
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