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Lutero e la rottura con Roma

Lutero e la rottura con la Chiesa di Roma

Martin Lutero nacque nel 1483 in Sassonia da una famiglia modesta ma non povera. Si fece monaco, divenne dottore in teologia e professore presso l’università di Wittemberg. Nel 1517 le sue Tesi crearono molto scalpore in Germania. Nel 1520 pubblicò tre libri in cui metteva in discussione i principi del cattolicesimo. Secondo Lutero la Chiesa di Roma aveva tradito il Vangelo.

I principi della Riforma di Lutero

Secondo Lutero il cristianesimo andava riformato sulle basi di questi tre principi:
• Il libero esame: i cristiani hanno il diritto e il dovere di esaminare la Bibbia da soli, cioè di interpretarla senza l’aiuto dell’insegnamento della Chiesa:
• La salvezza dipende solo dalla fede: secondo il cattolicesimo la salvezza di un uomo dipende dal fatto che abbia fede e che compia delle opere buone. Secondo Lutero l’uomo non è libero, è portato a fare il male, a meno che Dio non intervenga decidendo di salvarlo. Solo la fede consente all’uomo di salvarsi, non le opere buone e gli insegnamenti della Chiesa:

• Il sacerdozio universale (= di tutti). Poiché la Chiesa non è più necessaria, tutti i credenti sono sacerdoti di se stessi. Lutero abolisce la figura del sacerdote, ammette invece la presenza di semplici pastori.
Papa Leone X giudicò queste posizioni eretiche, cioè contrarie alle verità di fede. Per questo nel gennaio 1521 Lutero fu punito con la scomunica, l’esclusione dalla Chiesa.

Lutero di fronte a Carlo V

Carlo V invece di arrestare Lutero e consegnarlo a Roma preferì convocarlo di fronte alla Dieta, l’assemblea dei principi e dei governanti delle città tedesche.
La Dieta si riunì a Worms nell’aprile 1521, Lutero confermò le proprie convinzioni religiose, Carlo V non riuscì ad arrestarlo perché dovette abbandonare quasi subito la Germania, il principe Federico di Sassonia decise di proteggere Lutero. Lutero dal suo nascondiglio si dedicò alla traduzione in tedesco della Bibbia perché voleva che anche quelli che non conoscevano il latino potessero leggerla. Nel 1529 i suoi seguaci protestarono in modo vivace contro l’imperatore Carlo V, ritenuto colpevole di non concedere loro la libertà religiosa. Da qui la definizione di protestanti, che ben presto indicò tutti coloro che aderivano alla nuova fede.

Il diavolo

A partire dal medioevo il diavolo venne raffigurato in molti modi: con un corpo umano o animale, le corna, gli artigli, gli zoccoli, ecc.. Anche Lutero era ossessionato dalla presenza del male rappresentato dal diavolo. Per questo ritenne che la salvezza dipendesse solo dalla fede e non dalle opere buone. Infatti anche quando compiamo delle opere buone possiamo facilmente inorgoglirci commettendo il peccato della superbia.

Il pastore protestante ed il sacerdote cattolico
Nel protestantesimo pastore è colui, anche una donna, che la comunità sceglie come guida. Si diventa pastore con una cerimonia ma senza ricevere un sacramento. I pastori possono sposarsi ed avere una famiglia. Il sacerdote cattolico, invece, riceve un sacramento speciale (l’ordine sacro dato da un vescovo), deve essere un uomo e non può sposarsi.
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