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Luigi XIV - Il potere della cultura

La situazione culturale francese durante la dittatura di Luigi XIV si evolve parallelamente alla rivoluzione scientifica. Non si era ancora sviluppato l'illuminismo. Lo storico Charles le Brun analizza l'atteggiamento di Luigi XIV in merito alla cultura affermando che la cultura si concretizzava come controllo delle coscienze. L'atteggiamento del sovrano è contraddittorio ma giustificato dalla tendenza assolutistica in quanto Luigi XIV ordinò la chiusura di molte tipografie parigine ma contemporaneamente divenne il mecenate ovvero il protettore di diversi intellettuali. Ad opera di Jean-Baptiste Colbert nacque l'accademia francese che includeva diverse arti come la pittura e la scultura. La nascita dell'accademia in tutta Europa venne favorita e incentivata dalla rivoluzione scientifica fino a quando addirittura le accademie, luoghi di cultura in cui per la prima volta il sapere trasmesso era svincolato da dinamiche di natura religiosa, divennero prioritarie rispetto alle università. La rivoluzione scientifica fu fortemente ostacolata dalla Chiesa e dai Padri Alessandrini e contemporaneamente si assistette all'occidentalizzazione di alcuni paesi come la Russia.Il controllo sulle istituzioni culturali venne istituito Inoltre grazie al grande potere della censura per evitare che le idee antitetiche rispetto al assolutismo promosso dal sovrano si diffondessero e venissero condivise dal popolo.
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