Video appunto: Colbert e politica economica

Colbert e la sua politica economica



Nel 1661, Luigi XIV fece arrestare il sovrintendente delle Finanze Fouquet, nemico di lunga data di Colbert, permettendo a quest'ultimo di occupare un posto sempre più importante nell'entourage del re.
Discendente da una famiglia di mercanti di stoffe, divenne amministratore personale dei beni del cardinale Mazarin, il primo ministro succeduto a Richelieu, Colbert aveva tutti i poteri come ministro delle Fiance, dell'Economia Nazionale, del Commercio e della Marina.

Durante questo periodo, gli oneri sono stati distribuiti come segue: Le Tellier occupò il segretariato di guerra, funzione che poi passerà al figlio Louvois, de Lionne fu segretario agli Affari esteri, dove il fratello di Colbert gli successe nel 1680.

Colbert è un uomo intelligente e attivo che non esita a mostrare autorità e talvolta rigore. In materia finanziaria, si sforza di mettere ordine in una situazione difficile e pone anche le basi per una moderna contabilità pubblica, sostenendo una previsione delle spese da sostenere. Si sforza anche di ridurre i debiti e di risparmiare, accusando persino il re per le spese insensate della corte. Tuttavia, i costi crescenti della guerra costrinsero Colbert ad abbandonare la riorganizzazione delle tasse e a ricorrere a nuove imposte, soprattutto a partire dal 1680.
La sua politica economica si basa su nuove idee: il lavoro è la fonte essenziale della ricchezza, della grandezza del re e anche del Paese. Per raggiungere questo obiettivo, egli ritiene che sia necessario sviluppare, attraverso
tutto significa attività commerciali, produzione e vendita. A tal fine, si interessa in modo particolare all'industria, creando ispettori, concedendo privilegi a maestri e operai specializzati, attirando tecnici stranieri. Sottopone il mondo del lavoro e del commercio a regole precise e rigorose per garantire la perfetta qualità delle merci francesi.