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Jefferson: Protesta contro le regole imposte alle colonie dalla Gran Bretagna


“Queste leggi ci vietano di esportare, alla ricerca di altri compratori, l’eccedenza del nostro tabacco residua, dopo che è stato soddisfatto il consumo della Gran Bretagna. Siamo perciò costretti a cederla al mercante britannico al prezzo che più gli piace offrirci, per vederla rispedita da quest’ultimo sui mercati stranieri: qui egli raccoglierà il frutto di una vendita del prodotto al suo prezzo effettivo […..] Ci vorrebbe proibire di fabbricare per nostro uso quegli articoli le cui materie prime produciamo nelle nostre terre, con il nostro lavoro. In virtù di una legge emanata [nel 1732] è proibito ad un suddito americano di farsi un copricapo con la pelliccia che egli ha cacciato, magari nella sua stessa proprietà […..] In virtù di un’altra legge [del 1750] non possiamo lavorare il ferro che estraiamo. Malgrado il peso di questa merce e la sua essenziale importanza in ogni ramo dell’agricoltura, siamo costretti a pagare il suo trasporto in Gran Bretagna e poi di nuovo in America, oltre alla commissione e all’assicurazione, al fine di mantenere non uomini ma macchine nell’isola della Gran Bretagna.”
Thomas Jefferson(1774)

Questionario
1. Chi era Thomas Jefferson
Thomas Jefferson è stato uno dei capi della Rivoluzione americana. Nel 1801, egli diventò il 3° presidente degli Stati Uniti.
2. Jefferson cita tre prodotti in particolare. Sottolineali nel testo
I tre prodotti citati da Jefferson nel testo sono: le pellicce, il ferro, il tabacco
3. Nel testo sono denunciate alcune assurdità. Quali?
Le regole imposte dalla Gran Bretagna alle colonie americane sono assurde: innanzitutto i prodotti devono essere esportati e venduti in Gran Bretagna. La parte eccedente, una volta soddisfatti bisogni degli Inglesi, deve essere di nuovo venduta in Gran Bretagna ad un brezzo molto inferiore a causa del rapporto domanda offerta (la domanda è calata notevolmente e quindi il prezzo dell’offerta diminuisce). Tale merce residua sarà venduta all’estero dalla madre patria al prezzo effettivo per cui il guadagno del mercante inglese sarà cospicuo.
Un’altra assurdità consiste nel fatto che i coloni devono sostenere il costo del trasporto e dell’assicurazione per inviare le materie prime come il ferro, in Gran Bretagna e sostenere di nuovo le stesse spese quando il prodotto finito sarà inviato dalla Gran Bretagna nelle colonie.
Ulteriore assurdità: i coloni non possono utilizzare le materie prime per fabbricare dei prodotti finiti. La lavorazione deve avvenire in Gran Bretagna
In conclusione, il governo di Londra non faceva altro che soffocare l’economia delle Tredici colonie
4. Commenta la frase finale “al fine di mantenere non uomini ma macchine nell’isola della Gran Bretagna”.
Questa è una critica alla rivoluzione industriale inglese che ha lo scopo di produrre sempre di più e che per questo considera gli operai delle macchine e non delle persone
5. Secondo l’autore, è giusto che i cittadini si ribellino a leggi che essi percepiscono ingiuste nei loro confronti. Ti sembra corretta questa conclusione sulla base del documento? Spiega perché.
In base alla tradizione inglese, recepita dagli Illuministi, fra il popolo ed il sovrano esisteva un patto che nei confronti delle tredici colonia si concretizzava con il patto coloniale: gli abitanti delle colonie pagavano le tasse ed in cambio il governo di Londra forniva protezione e sicurezza. Imponendo condizioni economiche ingiuste, il governo di Londra è venuto meno al patto quindi Jefferson ritiene giustamente che il popolo si debba ribellare e affidare la gestione dello Stato ad un governo che faccia realmente gli interessi del popolo
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