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Indipendenza americana


a convinzione comune nel 1700 era che ogni nazione avesse l’esclusiva nei rapporti commerciali con le proprie colonie. Infatti, attraverso leggi chiamate “atti di navigazione” si stabiliva che tutte le merci prima di arrivare in un porto americano dovessero passare per il Regno Unito e che solo navi inglesi potessero sbarcare in America.
Inoltre tutte le attività potenzialmente in concorrenza con quanto veniva prodotto in Inghilterra erano pesantemente ostacolate. A seguito della guerra dei sette anni e quindi alla neutralizzazione dei francesi, era pensiero comune che i dazi fossero eccessivi e che fosse necessario espandersi verso ovest. Ciò fu però impedito da un provvedimento del Parlamento inglese che vietò qualsiasi forma di espansione al di là dei Monti Appalachi. La situazione di contrasto sia interno, con i contrasti tra governatori e assemblee, sia con la madrepatria, con Giorgio III che aveva posto a carico delle colonie il pagamento delle spese per la guerra dei sette anni, non poté che provocare un aumento dell’insofferenza. Alcuni provvedimenti, come il Revenue act, dove si disponeva l’aumento dei controlli e delle sanzioni alla dogana, la tassa sullo zucchero, il divieto di stampare moneta, e lo Stamp act, ovvero l’obbligo di utilizzo di marche da bollo nei documenti commerciali, portarono allo stremo la pazienza dei coloni, che si riunirono a New York e dichiararono incostituzionali tali tasse poiché non approvate da un parlamento con dei loro rappresentanti (no taxation without rappresentation). Indiziario così varie forme di boicottaggio delle merci inglese tra tutta la popolazione. La Gran Bretagna reagì con l’imposizione di nuovi dazi sulle merci coloniali e con l’obbligo di dare ospitalità e rifornimenti alle truppe inglesi. La situazione raggiunse il limite con il North tea act, con il quale si poneva a carico dei coloni il salvataggio della fallimentare compagnia inglese delle indie orientali. Di tutta risposta i coloni assalirono e fecero naufragare nel porto di Boston 3 navi di questa compagnia cariche di the, provocando un grande danno economico.

La reazione inglese fu particolarmente dura, con l’emanazione dei cosiddetti intolerable act, leggi che permettevano il sequestro di private abitazioni per assegnarle ai militari inglesi e assegnavano le terre oltre il fiume Ohio , a cui i coloni inglesi aspiravano, ai francocanadesi. Si formarono così due diverse correnti di pensiero, quello dei lealisti, che volevano maggiore autonomia rispetto all’Inghilterra, e dei patrioti, che invece erano per una completa indipendenza, in mezzo a cui c’erano dei moderati che cercavano una via di mezzo fra le due posizioni. Nel 1774 si riunì a Filadelfia il primo congresso continentale che stabilí la nascita di un esercito unico, comandato da George Washington. Lo scontro decisivo avvenne a Lexington, dove i coloni sconfissero le truppe inglesi che volevamo distruggere una fabbrica di munizioni. I coloni avevano sicuramente un esercito meno numeroso e meno organizzato, ma dalla loro avevano un forte sostegno dell’opinione pubblica e poi successivamente delle potenze europee. Grande importanza ebbe il pensiero di Paine, che si battè il diritto all’autodeterminazione del popolo americano. La dichiarazione di indipendenza, stilata da Thomas Jefferson e proclamata il 4 luglio a Filadelfia, stabiliva il diritto di ogni cittadino alla libertà, alla felicità e alla vita, per la prima volta elementi cardine durante la nascita di uno stato. Tale concezione illuminista e liberalista prevedeva che compito del governo fosse rispettare e far rispettare.
re tali diritti, altrimenti sarebbe potuto essere considerato come illegittimo. Dopo una prima fase dove i coloni sembravano in svantaggio, grazie all’aiuto di Francia (grande importanza assunse l’intervento del generale Lafayette), Spagna e segretamente dell’Olanda i coloni sconfissero gli inglesi prima a Saratoga e poi in maniera decisiva a Yorktown. Nel trattato di Versailles, del 1783, l’Inghilterra riconobbe piena indipendenza alle colonie e fu costretta a cedere dei territori a Francia e Spagna, pur continuando a mantenere il suo impero coloniale. Il conflitto di indipendenza portò a evidenziare alcuni conflitti interni della società americana, al sud il conflitto fra coloni e schiavi neri al nord quello con gli aborigeni, che per la maggior parte erano schierati con le forze inglesi. Molti latifondisti del sud si rifiutavano di concedere la libertà agli schiavi in cambio dell’arruolamento nell’esercito continentale, cosa che invece succedeva al nord.
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