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L'Impero di Carlo V

Carlo V si rese conto del fatto che il suo regno era grande, ma diviso dalla Francia e dall'ex Ducato di Milano, passato ormai sotto il dominio dei francesi. La sua idea era di unificare tutte le terre da lui ereditate, ma ciò significava scontrarsi con il re di Francia Francesco I che, naturalmente, non aveva nessuna intenzione di cedergli le sue terre, né Milano né la Francia.
Carlo V non si perse d'animo e gli dichiarò guerra. Inizialmente vinse, tanto che riuscì anche a fare prigioniero il sovrano francese che, per farsi liberare, promise a Carlo V alcune terre; una volta liberato, organizzò una lega militare, la Leg di Cognac che comprendeva Inghilterra, Firenze, Venezia, Francia e lo Stato pontificio.
Carlo V si sentì offeso sia dal comportamento sleale di Francesco I sia dal voltafaccia del papa. Per questo motivo lasciò che il suo esercito, formato per lo più da soldati mercenari, combattesse con violenza in Italia. I suoi soldati, detti Lanzichenecchi, non ricevendo lo stipendio da mesi, si abbandonarono al saccheggio e si diressero verso Roma, mettendo in atto il Sacco di Roma.

Per loro Roma non era una città sacra, ma solo una città ricca da cui prendere tutto ciò che potesse servirgli per essere ripagati dell'impegno messo nella guerra. Roma, infatti, venne devastata, le persone torturate, le chiese distrutte: i Lanzichenecchi cercavano oro o qualunque oggetto prezioso. L'assedio durò nove mesi e i soldati se ne andarono solo dopo che il Papa ebbe pagato un ingente riscatto. I Lanzichenecchi depredarono Roma e commisero numerose violenze. La città inoltre fu colpita anche da varie epidemie.
Carlo V dovette combattere anche contro un altro nemico, i Turchi. Essi erano guidati dal sultano Selim II, detto Solimano il Magnifico. Egli aveva allargato così tanto il suo Impero che arrivò fino a Vienna (1529). Carlo V riuscì però a respingere i Turchi ed essi spostarono le azioni militari sul Mediterraneo.
Carlo V inoltre venne a conoscenza del fatto che Francesco I, il suo antico rivale, si era alleato con i Turchi. Carlo si fece aiutare dai veneziani (che intervennero perché volevano il Mediterraneo libero in modo tale da continuare i loro commerci) e riuscì a distruggere parte della flotta turca. Sfortunatamente però la flotta di Carlo V fu distrutta da una tempesta. Grazie ad un'alleanza tra Spagna, Venezia, Stato pontificio e Toscana, i Turchi furono sconfitti definitivamente a Lepanto nel 1571 e il Mediterraneo fu di nuovo libero.
Carlo V, che aveva trascorso la maggior parte della sua vita a combattere, ormai stanco, decise di dividere il suo grande Impero. Aveva capito che un regno così grande non poteva essere gestito da una persona sola. L'Impero risultò così diviso:
• al figlio Filippo (Asburgo di Spagna) egli diede il controllo dei Paesi Bassi, della Spagna, delle colonie americane e africane, i domini in Italia;
• al fratello Ferdinado(Asburgo d'Austria) diede il controllo dell'Austria, della Boemia, dell'Ungheria e della Germania, divisa in 350 territori autonomi.

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