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Il pensiero illuminista

Nella seconda metà del XVII secolo ebbe origine un movimento intellettuale che trovò radici nella cultura inglese e dominò tutta la vita culturale del XVIII secolo a partire dalla Francia. Questo venne chiamato “Illuminismo” poiché il nuovo pensiero fondamentalmente rischiariva le ragioni.
Qui la ragione ha supremo valore che cerca la verità con metodo critico e scientifico; nessun individuo ne è escluso, e nemmeno può essere interprete privilegiato. Il sapere/la realtà è messo davanti all’uomo col proposito di assicurare benessere e felicità. Si sceglie una cultura concreta, proiettata verso il progresso: l’Illuminismo è la lotta contro le superstizioni e i pregiudizi che lo ostacolano.

L’esaltazione della ragione vide come bersaglio centrale la Chiesa e le confessioni religiose considerate come istituzioni matrici di superstizioni, pregiudizi e ignoranza; nonostante ciò non vi era una negazione della fede. Il movimento profondamente laico aderì fortemente al deismo (Dio è razionale e si arriva a capirlo non attraverso la fede, ma con la ragione) e a una religione naturale e razionale (il concetto di Dio fa parte della natura dell’uomo).
Le condizioni favorevoli, come detto precedentemente, sono presenti in Francia, dove la borghesia e la nobiltà illuminata non videro più nella monarchia di diritto divino la struttura adeguata ad uno stato: l’ancien regime apparì come un freno al progresso, sostenuto dal pregiudizio e dall’ignoranza da battere con i lumi della ragione e con il dibattito.
Nacquero a tal scopo le prime opere scritte (solitamente saggi) che ponevano al centro la riflessione sulla società del tempo e erano destinate al grande pubblico.
Un esempio di quest’analisi è dato dalle opere di Charles de Secondat, barone di Montesquieu (1689-1755), nobile toga e membro del Parlamento di Bordeaux. Sostenne che le leggi ordinassero e coalizzassero la società in quanto garanti dei diritti di tutti gli uomini. Il suo intento sociologico, realizzatosi, fu quello di descrivere tramite il metodo sperimentale i meccanismi regolatori della società, senza riferimenti religiosi e metafisici. Egli descrisse i tre sistemi politici fondamentali, il dispotismo basato sul timore, la repubblica basata sulla virtù e la monarchia basata sull’onore, sottolineando l’importanza dei corpi intermedi come antidoti alla degenerazione delle monarchie in dispotismo. Inoltre sostenne che per garantire a tutti eguali diritti era necessario separare i poteri in legislativo, esecutivo e giudiziario contribuendo al costituzionalismo liberale e democratico.
Francois-Marie Arouet detto Voltaire fu il filosofo illuminista che ebbe più successo. Egli teorizzò una monarchia assoluta illuminata dall’opera dei filosofi.
La diffusione del sapere trova massima espressione nell’Enciclopedia o Dizionario ragionato delle scienze, delle arti e dei mestieri (evidenza l’importanza della tecnica, dell’esperienza e la rivalutazione delle materie scientifiche, aperti a forme di sapere pragmatico e tecnico, non solo teorico), pubblicata fra il 1751 e il 1772. Oltre ad essere un’opera di cultura, essa è anche battaglia politica in quanto espressione di un partito filosofico, perciò viene condannata e ostacolata dalle autorità e dalla Chiesa. I curatori furono principalmente Denis Diderot (1713-1784) che redasse moltissime voci, Jean Baptiste d’Alembert (1717-1783), Paul Henry Thiry, conte d’Holbach (1723-1789) e tutti i maggiori intellettuali francesi del tempo.
Un altro esponente del pensiero illuminista fu Rousseau e anch’egli collaborò all’Enciclopedia con articoli musicali e redigendo l’Economia politica. Egli criticava la società e le istituzioni, guardando alla storia come una progressione di decadenza e corruzione rispetto allo stato originario: tutti gli uomini nascono buoni ed una volta inseriti nella società vengono corrotti da essa. La causa principale di questa è l’ineguaglianza e l’introduzione della proprietà privata. Nel Contratto sociale (1792) egli elaborò una proposta di rifondazione della società dell’uomo e la clausola fondamentale era quella di vivere alienandosi a favore della comunità, formando così un io comune, in cui son tutti uguali e la sovranità è esercitata attraverso la volontà generale, come una democrazia diretta, a perseguire il bene generale e l’utilità pubblica.
Questo divenne uno dei maggiori testi ispiratori del pensiero politico democratico e rivoluzionario.

La Dichiarazione di indipendenza degli Stati Uniti d'America

I principi illuministici sono rintracciabili anche nella Dichiarazione d’indipendenza degli Stati Uniti d’America, promulgata a Philadelphia nel 1778. Questa è la realizzazione pratica dei principi dell’Illuminismo francese: sono affermati i diritti naturali e inalienabili, l’uguaglianza tra cittadini, la teoria contrattualistica del governo e vi è anche un riferimento alla “legge naturale e divina”. Basti considerare alcuni punti come“[…] tutti gli uomini sono stati creati uguali, e che essi sono stati dotati dal loro Creatore di alcuni Diritti inalienabili […] che allo scopo di garantire questi diritti, sono creati fra gli uomini i Governi, i quali derivano i loro giusti poteri dal consenso dei governati; che ogni qual volta una qualsiasi forma di Governo tende a negare tali fini, è Diritto del Popolo modificarlo o distruggerlo, e creare un nuovo Governo, che si fondi su quei principi e che abbia i propri poteri ordinati in quella guisa che gli sembri più idoneo al raggiungimento della sua sicurezza e felicità […]”.

La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino del 1789 e del 1793

Anche nella Dichiarazione dei diritti del 1789, documento emanato durante la Rivoluzione francese e ispirata alla Dichiarazione di indipendenza statunitense, presenta chiare tracce dell’influenza illuminista, basti considerare
l’art 1. “Gli uomini nascono e rimangono liberi e uguali nei diritti. Le distinzioni sociali non possono essere fondate che sull’utilità comune.” dove viene dichiarato il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani,
l’art 2. “Il fine di ogni associazione politica è la conservazione dei diritti naturali ed imprescrittibili dell’uomo. Questi diritti sono la libertà, la proprietà, la sicurezza e la resistenza all’oppressione.” dove vengono elencati i diritti imprescindibili nonché naturali e divini dell’uomo libertà della persona, come la proprietà (riferimento all’articolo 17: “La proprietà essendo un diritto inviolabile e sacro, nessuno può esserne privato, salvo quando la necessità pubblica, legalmente constatata, lo esiga in maniera evidente, e previa una giusta identità”), la sicurezza e la resistenza all’oppressione;

l’art 3. “Il principio di ogni sovranità risiede essenzialmente nella Nazione. Nessun corpo o individuo può esercitare un’autorità che non emani espressamente da essa.” dove è presente una chiara critica all’ancien regime;
l’art.4 “La libertà consiste nel poter fare tutto ciò che non nuoce ad altri: così, l’esercizio dei diritti naturali di ciascun uomo ha come limiti solo quelli che assicurano agli altri membri della società il godimento di questi stessi diritti. Questi limiti possono essere determinati solo dalla Legge.” e l’art. 6 “La Legge è l’espressione della volontà generale. Tutti i cittadini hanno diritto di concorrere personalmente o mediante i loro rappresentanti, alla sua formazione. Essa deve essere uguale per tutti, sia che protegga, sia che punisca. Tutti i cittadini essendo uguali ai suoi occhi sono ugualmente ammissibili a tutte le dignità, posti ed impieghi pubblici secondo la loro capacità, e senza altra distinzione che quella delle loro virtù e dei loro talenti.” dove evidentemente vengono affrontate la teoria rousseauiana dove si vive a favore della società formando il cosiddetto io comune e la volontà generale;
l’art. 16 “Ogni società in cui la garanzia dei diritti non è assicurata, né la separazione dei poteri determinata, non ha costituzione.” viene evidenziato il costituzionalismo liberale di Montesquieu.

La Dichiarazione dei diritti del 1793 essendo un’evoluzione di quella del 1789 presenta all’incirca gli stessi punti, anche se vengono messi maggiormente in evidenza i diritti naturali dell’uomo che son dichiarati inalienabili e sacri.
art. 1 “Lo scopo della società è la felicità comune. - Il Governo è istituito per garantire all'uomo il godimento dei suoi diritti naturali e imprescrittibili.” dove vi è una chiara traccia del Contratto sociale.
art. 2 “Questi diritti sono l'uguaglianza, la libertà, la sicurezza, la proprietà.” dove rispecchia il vecchio art. 2;
art. 3 “Tutti gli uomini sono uguali per natura e davanti alla legge.” e l’art. 5 “Tutti i cittadini sono ugualmente ammissibili agli impieghi pubblici. I popoli liberi non conoscono altri motivi di preferenza nelle loro elezioni, che le virtù e le capacità.” dove viene dichiarato il principio di uguaglianza tra tutti gli esseri umani,
art. 4 “La Legge è l'espressione libera e solenne della volontà generale; essa è la stessa per tutti, sia che protegga, sia che punisca; può ordinare solo ciò che è giusto e utile alla società; non può vietare se non ciò che è nocivo.” e l’art. 6 “ La libertà è il potere che appartiene ad ogni uomo di fare tutto ciò che non nuoce ai diritti degli altri; essa ha per principio la natura, per regola la giustizia, per salvaguardia la Legge; il suo limite morale è in questa massima: "Non fare agli altri ciò che non vuoi sia fatto a te." dove vengono affrontati gli stessi punti dell’art. 4 e 6 della vecchia dichiarazione;

Legge feudale napoletana del 1799

Altre tracce dell’influenza illuminata sono presenti anche nella legge feudale napoletana del 1799.
Considerando il progetto:
• “[…] il sostegno e il fondamento di una libera Costituzione è la sicurezza che hanno gli individui di godere de’ loro diritti naturali e di tutti gli altri beni di cui l’Autore di ogni esistenza gli ha ricolmi, e che i primi diritti dell’uomo, che sono inalienabili ed imprescrittibili, sono la libertà, l’eguaglianza e la proprietà: e che perciò niun Cittadino può essere astretto a far quello che la Legge non prescrive e che niuna distinzione esiste fra loro né di nascita, né di potere ereditario, e che ciascuno debba godere de’ suoi beni e del prodotto di sue fatighe, come sua proprietà, senzacché altri possa per la di lui utilità privata toglierne alcuna parte. […]” dove viene espressa l’inalienabilità dei diritti divini dell’uomo e l’uguaglianza fra tutti i cittadini;
Art. 1 “Resta abolita qualunque istituzione e qualificazione feudale, egualmente, che tutt’i dritti di feudalità di qualunque natura possano essere. Tutt’i Cittadini per lo innanzi denominati principi, duchi, baroni, ecc. rientreranno nella classe degli altri Cittadini, né potranno assumere altra denominazione. […]“ viene abolita la vecchia istituzione feudale a favore di una Repubblica;
Art. 3 “Sono aboliti tutt’i dritti di servizio personale, come angari, perangari, ed ogni altra prestazione proveniente da detta causa. [...]” viene proclamata la libertà personale.

Progresso e arretratezza

Nonostante l’illuminismo si sia diffuso in tutta Europa e in America (per mezzo dell’Inghilterra) e portasse grandi progressi a livello politico, sociale ed economico, esistevano situazioni ancora molto arretrate.
-Basti considerare l’America, dove il commercio estero e interno era scarso e le manifatture, locali, erano di bassa qualità. La società era basata sull’agricoltura poiché i terreni erano fertili e affiancata alla classe agricola vi erano i falegnami, i muratori e i fabbri. Questa società considerava le città e l’industria come malattie dannose per le buone Repubbliche come quella presente.
-In Francia, invece, la situazione mutava da regione a regione: si considerino le regioni di La Chaleur, Viel-Moulin e Geligny dove la campagna era spopolata poiché i contadini venivano chiamati per esser arruolati come militari causando un crollo agricolo. Inoltre il feudalesimo era ancora vitale: il signore e i diritti di lods et ventes sui passaggi di proprietà riducono ancor di più la produzione delle terre già improduttive di per se e, inoltre, le terre destinate al pascolo vennero ridotte anch’esse, e di conseguenza diminuì l’allevamento del bestiame. Invece a Nimes vi erano buone garanzie per i diritti dei cittadini, con esponenti che partecipavano al governo della nazione e un forte controllo degli abusi, che venivano eliminati tramite la votazione per capo: la rappresentanza era libera, elettiva, proporzionale al numero di abitanti e uniforme per tutti, terzo stato compreso. La legge era uguale per tutti e tutti avevano la possibilità di difesa e di difender la loro innocenza.
-Nel territorio italico i nobili e i contadini sembran essere due popoli distinti tradizionalmente. I contadini son vittime di oppressioni fiscali mentre la nobiltà sovrasta indisturbata. Il sistema feudale, inoltre, è differente da regione in regione.

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