Concetti Chiave
- La politica di Filippo II mirava a imporre il cattolicesimo nei Paesi Bassi, dove il calvinismo si era già radicato, minando la tolleranza religiosa locale.
- Le misure repressive e il pesante fiscalismo di Filippo II portarono alla rivolta del 1566, con i ribelli che cercavano autonomia dalla presenza spagnola.
- Guglielmo I di Nassau, principe di Orange, divenne uno dei leader della rivolta nel 1572, avviando la guerra navale per contrastare l'esercito spagnolo.
- Dopo il sacco di Anversa del 1576, le province meridionali unite a quelle settentrionali formarono l'Unione di Gand contro la Spagna.
- La lotta per l'indipendenza dei Paesi Bassi, iniziata sotto Filippo II, si concluse nel 1609 con la loro autonomia sotto Filippo III.
La politica di Filippo II
La rivolta del 1566
L’insieme di queste misure condusse alla rivolta del 1566 e la lotta dei ribelli, fomentati dai calvinisti, rivendicò l’autonomia verso la presenza spagnola mal sopportata dalla popolazione dei Paesi Bassi. Filippo fu perciò costretto ad inviare in aiuto alla sorella governante in quel regno, Maria di Parma, il suo miglior generale, il duca d’Alba, ma questo non evitò il delinearsi di una vera e propria guerra dai tratti nazionali. Tutte le province avevano l'intenzione di contrastare la dipendenza da Filippo. I ribelli presero il nome di pezzenti, attribuendosi come emblema il titolo dispregiativo con cui venivano offesi.
Guglielmo I e la guerra
Nel 1572 il nobile Guglielmo I di Nassau, principe di Orange, detto il Taciturno, si unì alla rivolta e ne divenne uno dei principiali leader; vedendo che per terra l’esercito dei ribelli non riesciva a contrastare la Spagna, diede inizio alla guerra per mare, combattuta dalla flottiglia mercantile dei Paesi Bassi che, formata principalmente dalle sette provincie del Nord, all’occorrenza aprì le dighe ed allagò i propri territori per difendersi. Dopo il sacco di Anversa del 1576, da parte di soldati spagnoli senza paga da mesi, anche le provincie del sud, inizialmente cattoliche, si unirono a quelle del Nord in funzione antispagnola nell’Unione di Gand dello stesso anno. Successivamente, però, grazie all’abilità di Alessandro Farnese, la Spagna sarebbe riuscita a recuperare le provincie meridionali. Questa lotta iniziata sotto Filippo II terminò nel 1609 sotto Filippo III, quando i Paesi Bassi riuscirono a diventare uno Stato autonomo.
Domande da interrogazione
- Quali furono le cause principali della guerra nei Paesi Bassi durante il regno di Filippo II?
- Chi furono i principali protagonisti della rivolta del 1566 e quali furono le loro motivazioni?
- Come si sviluppò la guerra nei Paesi Bassi dopo l'intervento di Guglielmo I di Nassau?
La guerra fu scatenata dalla politica di Filippo II di imporre il cattolicesimo in un'area già dominata dal calvinismo, cercando di limitare l'autonomia dei Paesi Bassi attraverso la repressione delle confessioni anticattoliche e l'istituzione di nuovi episcopati, accompagnata da un pesante fiscalismo.
I principali protagonisti furono i ribelli, noti come "pezzenti", che rivendicavano l'autonomia contro la presenza spagnola. La rivolta fu fomentata dai calvinisti e mirava a contrastare la repressione di Filippo II, che aveva suscitato malcontento tra la popolazione.
Guglielmo I di Nassau, detto il Taciturno, divenne uno dei leader della rivolta e avviò la guerra per mare, utilizzando la flottiglia mercantile. Dopo il sacco di Anversa nel 1576, anche le province meridionali si unirono alla causa antispagnola, ma la Spagna riuscì a recuperare le province meridionali grazie all'abilità di Alessandro Farnese, mentre la lotta si concluse nel 1609 con l'autonomia dei Paesi Bassi.