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Giansenismo

Il Re Sole si mostra molto intollerante nei confronti degli ugonotti e dei giansenisti. Dal punto di vista religioso scelte di ripristinare il tradizionale gallicanesimo fino all'approvazione dei 4 articoli della tradizione gallicana stipulati con papa Alessandro VIII. Il gallicanesimo era una dottrina politica e religiosa che conferiva allo stato autonomie rispetto alla chiesa mentre il giansenismo era una corrente teologica elaborata dal teologo olandese Giansenio. Le opere di maggiore rilievo di Giansenio sono il Mars Gallibus e l'Augustinus.
Il Mars Gallibus è un'opera in cui si critica la politica di Richelieu, accusato di strumentalizzare la chiesa per la ragion di stato.
L'Augustinus è il punto di riferimento di tutta la parte contenutistica e confessionale del giansenismo. Quest'opera venne continuata dal teologo Arnold che trovò come sostenitrice la sorella Badessa Jaqueline del monastero di Port Royale di cui Luigi XIV ordinò la chiusura.
Il giansenismo invitava al ritorno ad una religiosità pura, vera, prendendo come esempio i padri della Chiesa e soprattutto Agostino che costituisce l'elemento fondamentale della teologia giansenista. Il giansenismo criticava fortemente i gesuiti di Ignazio di Loyola in quanto avevano introdotto un nuovo modo di trattare la natura è una nuova pedagogia ovvero la ratio studiorum. Venivano criticati inoltre perché venne inteso male il loro rapporto con le autorità civili e il loro ottimismo venne scambiato per una forma di lassismo.
Un'altra critica che giansenisti proposero fu quella ai Molinisti, ordine fondato dal gesuita spagnolo Luis De Molina, autore dell'opera l'accordo tra il libero arbitrio e i doni della grazia. Il giansenismo si fondava sulla riflessione agostiniana ed era pertanto inaccettabile una conciliazione tra grazia e libero arbitrio.
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