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Politica dei moderati termidoriani


Non si può raggiungere eguaglianza assoluta tra uomini. Sono i migliori che devono governare, cioè quelli che hanno degli interessi nel mantenimento delle leggi, quindi i proprietari. Non esiste interesse al bene comune al di là di motivazioni soggettive. I sanculotti, per esempio, sicuramente non possono essere interessati al mantenimento delle leggi, perché non hanno nulla da difendere e da perdere, quindi potrebbero governare in uno stato di natura, ma non in una comunità civile e organizzata.
Il corpo legislativo deve essere diviso. L’esecutivo deve essere a sua volta nominato dal popolo, come il corpo legislativo, per evitare rivalità. Due istituzioni che hanno entrambe legittimazione popolare.
Nella Convenzione sono ora tutti d’accordo che è necessario dividere il corpo legislativo. Non si può avere una singola assemblea, ma due, che consentano l’una all’altra di poter riflettere più volte su quanto deciso, per avere maggiore ponderatezza e moderazione nelle scelte che portano alle leggi. Il modella da seguire è quindi quello inglese. I termidoriani in ciò non sono controrivoluzionari, ma solamente più moderati: il centro del potere rimarrà sempre nei corpi legislativi, anche se staccati.
Si vorrebbe anche inserire una “giuria costituzionale”, ma ancora una volta questa proposta decade: un corpo che ha il compito di valutare la costituzionalità delle leggi del legislativo è giudicato pregiudicante dell’autorità dell’assemblea.
La Convenzione non vuole poi ripetere l’errore dei costituenti di ricambiare totalmente l’Assemblea: i due terzi dell’attuale aula dovranno necessariamente confluire all’interno del futuro corpo legislativo. Quindi una nuova costituzione, ma un corpo legislativo che sia in grado di difenderla, proprio perché formata dagli stessi uomini che l’hanno creata.
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