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La modifica delle circoscrizioni elettorali


L'Assemblea costituente procede a colpi di decreti, nell’intento di demolire le fondamenta della società francese e creare le condizione per costruirne una nuova. Con un altro decreto si confiscano tutti i bene del clero, dichiarati beni nazionali. Si va a toccare l’amministrazione statale, caratterizzata da numerosi particolarismi che seguivano la storia dei singoli territori, piegatisi più o meno volontariamente al governo del Re. Si ha poi una legge sui Comuni, che diventano la circoscrizione di base della struttura statale. Essi avranno rappresentanze elettive affiancate ad un responsabile dell’esecutivo, il sindaco. Il Consiglio comunale ha il compito di discutere i problemi, mentre l’esecutivo deve attualizzare le sue decisioni. Una legge sui Dipartimenti (suddivisi poi in Cantoni e ancora sotto i Comuni) li fa corrispondere alle Province, rendendoli del tutto uguali, anche nell’estensione territoriale. È una suddivisione che dà il segnale che non ci saranno più diritti particolari sul territorio, ma sta anche in base alle future elezioni. I dipartimenti devono infatti eleggere i deputati di un’assemblea che poi andrà a sostituire la costituente. Si ha sempre un’elezione indiretta, che spezza le intenzioni del popolo per selezionare man mano cerchie sempre più ristrette di persone, a partire dai cantoni, dove si eleggeranno rappresentanti per il livello distrettuale. Poi, i rappresentanti di dipartimento avrebbero eletto i deputati. Si vota con criteri di selezione in base alla proprietà, con un diritto di voto (indiretto) non generale. C’è l’idea che le varie amministrazione, a livello di ogni circoscrizione, dovessero riprodurre un sistema di rappresentanza e organizzazione che riflettesse quello che i costituenti immaginavano essere la futura organizzazione dello Stato: assemblea elettiva con corrispondente esecutivo.
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