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Il Concordato


Tre anni dopo il varo della Costituzione voluta dal nuovo sistema consolare francese, Napoleone è ancora comandante in capo dell’esercito, e ha continuato a mietere molti successi militari in giro per l'Europa, specificamente in Italia. Ha quindi pretesti emotivi validi, nonchè il prestigio, per rafforzare ulteriormente il suo potere.
Nel 1800 con la battaglia di Maregno in Italia si ha definitivamente la sconfitta l’Austria per quanto riguarda la Seconda Coalizione e si ha il dominio napoleonico quasi totale in Italia (soprattutto settentrionale). Nel 1801 si ha la successione a Papa Pio VII, con cui Napoleone riallaccia i rapporti volendo ristabilire la pace col Papato. Si ha dunque la redazione e stipulazione del Concordato, con cui il Papato riconosce e accetta la Repubblica francese. In risposta vengono ripristinati alcuni dei diritti tolti alla Chiesa con la Costituzione civile del clero, ma il Papa rinuncia definitivamente ai beni ecclesiastici che erano stati incamerati dallo Stato nel corso della Rivoluzione. I vescovi continueranno ad essere eletti dalla Repubblica, ma il Papato ha diritto di deporli. Le diocesi francesi subiranno nuova circoscrizione e la religione cattolica viene riconosciuta come religione predominante nei francesi, a cui spetta libertà di culto.
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