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La Francia nel Cinquecento


Alla morte di Enrico II nel 1559 la Francia attraversò un periodo di crisi per la successione al trono e per la diffusione del protestantesimo, in questo periodo i suoi figli erano piccoli e governò sua moglie Caterina De’ Medici, nota per essere abile nell’ordire intrighi e delitti. Il periodo viene ricordato per le “guerre di religione” che insanguinarono il paese tra il 1560 e 1598: infatti in Francia vi erano sia cattolici che ugonotti (protestanti) che erano in guerra civile. Per appianare questi dissidi Caterina decise di far sposare la figlia Margot (cattolica) con Enrico di Borbone re di Navarra (protestante): sei giorni dopo il matrimonio, nella Notte di San Bartolomeo (1572), tutti gli ugonotti accorsi per il matrimonio vennero sterminati. Dopo il massacro degli ugonotti nella notte di San Bartolomeo la Spagna si schierò con i cattolici, l’Inghilterra con gli ugonotti. La guerra per il trono di Francia vide vincitore l’ugonotto Enrico di Borbone che, scampato allo sterminio di quella notte, riuscì a salire al trono come Enrico IV. Egli però non veniva fatto entrare a Parigi in quanto i cattolici si erano ribellati chiedendo aiuto alla Spagna. Per pacificare il paese egli si convertì al cattolicesimo (è famosa la frase “Parigi val bene una messa”) ed emanò l’editto di Nantes (1598) col quale garantiva la libertà di culto agli ugonotti. La pittura di questo periodo ha delle caratteristiche inconfondibili: come ad esempio questo quadro di Holbein “Gli ambasciatori”; dello stesso autore il ritratto di Enrico VIII, nel caratteristico costume di parata.
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