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Rapporti tra Europei e Indios

I rapporti tra Europei e Indios, per diverse ragioni, erano molto difficili. Il primo problema che sorse tra i due popoli era quello dell’“altro”, infatti, gli abitanti del Nuovo Mondo apparivano come "altri", ovvero "alieni" ai viaggiatori.
Colombo descriveva questo popolo come gente selvaggia, gentile e generosa, che apparteneva a una civiltà inferiore. Egli paragonò questo Nuovo Mondo all’Eden e pensava che bisognava far conoscere loro la vera religione. Il pensiero di Colombo favorì la nascita del mito del "buon selvaggio"; si riteneva infatti che, dopo aver conosciuto la vera religione, gli Indios sarabbero stati il popolo più felice della Terra e per questo dovevano convertirsi. Gli indigeni però venivano descritti come un popolo sanguinario e crudele per i sacrifici umani che essi effettuavano. Per questo dovevano essere sfruttati e sottoposti al lavoro.

La conoscenza di questo popolo da parte degli europei ha condotto a opinioni molto diverse. Ad esempio Francisco de Victoria, domenicano spagnolo, ha affermato che non era giusto fare la guerra solo per motivi di diversità religiosa poiché il papa non esercitava il potere temporale su altri infedeli. Anche Las Casas, un altro domenicano spagnolo, si schierò a favore degli Indios dicendo che essi erano umili, pacifici e pazienti.

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