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Le nuove potenze europee

L’Europa centro-orientale rimaneva ancora legata alle vecchie strutture feudali. Assunsero un ruolo di primo piano l’Austria, la Russia e la Prussia. L’Austria, un eterogeneo agglomerato di stati e domini ereditari,fu dotata dagli Asburgo di una valida amministrazione (affidata ai nobili efficienti e fedeli alla corona e alla fede cattolica). Gli Asburgo,che controllavano già la Boemia e l’Ungheria occidentale, volevano porre sotto il loro dominio anche l’intero bacino danubiano. Ma il loro principale concorrente era l’Impero ottomano che controllava la penisola Balcanica ed era presente nella regione danubiana. Gli Asburgo e i Turchi si scontrarono durante il regno di Leopoldo I, Inizialmente prevalsero i Turchi, che nel 1683 avanzarono in Austria fino alle porte di Vienna. Ma poi la capitale,Vienna,vinse dal momento che fu salvata dal re polacco Sobieski. Da allora,l’Austria cominciò ad allargare i propri confini verso est. Ed ebbe inizio la decadenza dei Turchi causata anche dalla diminuzione dei traffici internazionali nei porti del Mediterraneo orientale. Inoltre l’Austria con questa vittoria ebbe grande prestigio in campo militare,politico e diplomatico. Ma in campo economico no, infatti Carlo VI decise di valorizzare i domini asburgici nei Paesi Bassi e Fiume e Trieste.

Ma il re,privo di eredi maschi, dovette affrontare anche il problema di successione di sua figlia Maria Teresa. Emanò quindi un editto La Prammatica Sanzione con il quale dava la possibilità di ascesa al trono anche per le donne, e tutti dovevano ritenerlo valido. Nel frattempo la Russia cominciò ad estendere i propri domini. Ivan III dichiarò Mosca ‘terza Roma’ e invece Ivan IV assunse il titolo di zar e fu il vero fondatore dello stato assoluto in Russia. Egli istituì il corpo degli strelizzi e attuò una politica di espansione verso Oriente e Occidente. Tuttavia instaurò un clima di grave tensione, che culminò nell'uccisione di tantissimi aristocratici, ed è per questo che venne chiamato Ivan IV il Terribile. La dinastia dei Romanov diede infine un decisivo impulso alle Russia.
Michele Romanov creò uno stato forte e centralizzato ma la struttura sociale gerarchica rimase immutata. In seguito Pietro I il Grande avviò la modernizzazione. Portò avanti una politica accentratrice, sottomise la Chiesa allo stato, istituì un forte esercito, rese più efficace la burocrazia e incoraggiò l’istruzione e la ricerca scientifica. In politica estera,invece, Pietro il Grande si spinse verso l’Europa poiché secondo lui era necessario garantire alla Russia dei confini sicuri e uno sbocco sul mare. Infatti sul Mar Baltico fondò la città di san Pietroburgo e in seguito vi trasferì la capitale da Mosca.

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