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Espansione coloniale olandese nel XVII secolo


Le colonie olandesi avevano un carattere particolare: gli Olandesi non erano mossi a crearsi un dominio oltre mare dagli stessi ideali militari o religiosi tipici degli spagnolo dei portoghesi. Essi miravano ad un impero commerciale fatto di scali, fortezze ed empori. Si vennero cosi a creare della compagnie specializzate nel commercio con i paesi extraeuropei che ben presto divennero delle vere e proprie potenze internazionali con le loro flotte ed i loro eserciti, praticando così una concorrenza spietata soprattutto al traffico marittimo portoghese.
Nel 1602, sorse così la Compagnia delle Indie Orientali. Essa operava nei mari dell’ India, della Cina, del Giappone e della Malesa facendo cadere uno dopo l’altre le basi portoghesi di Cochin, Ceylon e della Malacca.
Col tempo, gli Olandesi non si contentarono più di acquistare dagli indigeni i prodotti coloniali, ma dettero vita ad un impero coloniale molto florido con capitale Batavia, fondata nel 1609. Nel 1642, il navigatore Abele Tasman scoprì un nuovo continente che chiamò Nuova Olanda e che successivamente sarà conosciuto come Australia. Altri scali furono creati in Africa, nel golfo di Guinea , utile per il commercio degli schiavi e la ricerca dell’ oro.
Nel 1662, Gli Olandesi riuscirono a cacciare i Portoghesi dal Capo di Nuova Speranza. Fu così che nella zona affluirono dalla madrepatria molti migranti che si specializzarono nell’allevamento di bestiame oppure nella coltivazione delle terre. Si formò così una numerosa popolazione bianca, chiamata Boeri (= contadini) di religione calvinista e di lingua olandese.
Nel 1618, fu formata la Compagnia delle Indie Occidentali il cui scopo era quello di operare nei mari dell’America. Dopo un primo periodo in cui la Compagnia era dedita alla pirateria ed al contrabbando, successivamente i corsari si stabilirono definitivamente nelle Antille e ci fu anche un tentativo fallito di impadronirsi del Brasile a scapito dei Portoghesi. In ogni modo, nell’ America centrale facevano parte dei domini olandesi l’isola di Curaçao, il Suriname (o Guyana olandese) e alcune isole dell’Antille. Gli Olandesi cercarono anche di incunearsi nei possedimenti inglesi e francesi dell’ America settentrionale creandovi, nel 1624, una piccola colonia che chiamarono Nuova Amsterdam che più tardi diventerà New York.
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